Il carciofo spinoso sardo punta alla Dop

Il carciofo spinoso sardo si conferma tra le varieta’ piu’ apprezzate e l’isola tra le regioni al top per la qualita’ produttiva. Il dato e’ emerso nel corso del convegno “Valori e valore del carciofo”, organizzato da Bayer Crop Science in collaborazione con la Regione Sardegna e le agenzie Laore e Agris, che si e’ tenuto ad Alghero. “Una conferma importante per una delle eccellenze agro-alimentari della Sardegna e che presto – ha ricordato l’assessore regionale dell’Agricoltura, Andrea Prato – potra’ fregiarsi del marchio Dop, la cui procedura di riconoscimento finalmente e’ stata sbloccata grazie a un’azione congiunta di Regione e Ministero”. Durante il convegno sono stati presentati il volume della Bayer “Il Carciofo e il cardo” e il progetto di Laore e Agris, che ha tra i suoi obiettivi la creazione di una vera filiera del carciofo in Sardegna che comprenda le sue varie fasi (produzione, trasformazione, commercializzazione) per valorizzare il carciofo isolano e migliorare il reddito dei produttori. “Non e’ un caso che il carciofo spinoso sardo sia la prima coltura orticola nell’Isola – ha aggiunto l’assessore Prato – perche’ e’ un prodotto che piace e che si vende nei mercati nazionali ed esteri, nonostante le difficolta’. Detto questo, occorre per il futuro investire sulla professionalizzazione delle nostre aziende e sulla ricerca: a questo riguardo, il nuovo ruolo delle Agenzie agricole e delle Universita’ isolane sara’ decisivo per il rilancio di questa nostra eccellenza. La Regione sta investendo importanti risorse sulla infrastrutturazione delle aree rurali, anche nell’ottica di incentivare la multifunzionalita’ e quindi il connubio di agricoltura con turismo ed energie rinnovabili, unica via di salvezza per la sopravvivenza del comparto”. Nel corso dell’incontro e’ emerso che la superficie coltivata produttiva a carciofo in Sardegna e’ pari a circa 8mila ettari (Sassari, Cagliari e Medio Campidano, nell’ordine, le prime tre province) e che oggi le maggiori difficolta’ del settore sono legate al fatto che il prezzo di vendita non compensa i costi di produzione, un’insufficiente organizzazione e aggregazione dei produttori, gli elevati costi di trasformazione, la scarsa valorizzazione delle cultivar locali (Masedu e Spinoso sardo). E’ inoltre emerso che lo Spinoso sardo e’ la varieta’ preferita dagli italiani per il consumo a crudo.
A livello nazionale, infine, una recente ricerca ha messo in luce come il carciofo nelle due varieta’ sia piu’ conosciuto da consumatori di mezza eta’ e che tra le qualita’ piu’ apprezzate ci siano il gusto e le proprieta’ nutrizionali e depurative. Le prime tre regioni italiane a livello produttivo sono Puglia, Sicilia e Sardegna. (AGI)

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