Il Consorzio Agrario Bo-Mo punta sul grano duro

Il boom della pasta italiana nel mondo è suffragata dalle cifre diffuse in occasione del recente World Pasta Day. Un piatto di pasta su quattro mangiato nel mondo viene prodotto in Italia e sono addirittura sette su dieci quelli consumati in Europa, con la Germania che da sola assorbe il 19,3% dell’export. Ma cresce la domanda dei mercati emergenti: +53,9% in Russia rispetto al 2009, +61% in Cina, +36% in India ed è autentico boom tra gli sceicchi, con un +135,6% di pasta italiana in Arabia Saudita nell’ultimo anno. Ma questi numeri non devono far dimenticare la materia prima con cui la pasta viene fatta: il grano duro.
Una produzione che nel 2011 ha visto un calo del raccolto del 6% (dati Coldiretti) con 128mila ettari persi a inizio campagna per colpa delle ondate di maltempo che hanno condizionato a più riprese le semine, ma anche delle forti oscillazioni nei prezzi riconosciuti ai produttori che alimentano incertezza e comprimono i redditi. Pertanto cresce la percentuale di grano straniero utilizzata per la produzione nazionale di pasta all’insaputa del consumatori, non essendo ancora obbligatoria l’indicazione in etichetta dell’origine: la percentuale di grano duro importato supera il 40%.
Partendo da queste premesse il sistema dei Consorzi agrari italiani si sta impegnando per il rilancio della produzione nazionale di grano duro proprio per supportare i progetti di pasta artigianale ottenuta con grano al 100% italiano, dalla “pasta dei coltivatori” fatta con grano toscano alla Valle del grano con quello siciliano fino alla pasta Ghigi prodotta in Emilia Romagna.
In questo contesto, mentre le operazioni di semina sono in pieno svolgimento, il Consorzio agrario di Bologna e Modena (Caip) riconferma il suo impegno a sostegno del grano duro con le vantaggiose formule incentivanti sui contratti di coltivazione. “Chi sottoscrive il contratto ‘Grano sano e sicuro’ – dice il direttore generale Caip, Angelo Barbieri – si vedrà la produzione assicurata tramite uno specifico accordo con la compagnia Fata Assicurazioni, che prevede la copertura da Grandine-Vento Forte-Fusariosi. Per chi sottoscrive lo specifico contratto la polizza è gratuita, in quanto è il Caip che si accolla le spese assicurative. La novità più importante è la copertura assicurativa per eventuali perdite produttive a causa di attacchi fungini di “Fusarium”, una pericolosa patologia che in annate particolarmente piovose può declassare la qualità del frumento duro, tanto da arrecare forti perdite produttive per il cerealicoltore. Assicurandosi, l’agricoltore è quindi coperto da questi rischi, indipendenti dal proprio operato, ma che dipendono esclusivamente dalle avversità climatiche”. L’agricoltore, dal canto suo, deve seguire solo un facile
percorso produttivo (scelta varietale, fertilizzazioni e interventi fungini), ben collaudato dai tecnici del Caip, che gli assicura un miglioramento delle proprie produzioni di frumento mentre, contro le avversità meteorologiche, ci pensa l’assicurazione del Caip. Le analisi del grano ritirato saranno svolte presso il laboratorio analisi del Caip di San Giorgio di Piano (Bo). Sempre in tema di valorizzazione del frumento duro, il Caip propone il già collaudato contratto “Alta Qualità Barilla”, che prevede un prezzo di liquidazione predefinito di 270 € /ton, con ulteriori premi per determinati valori di tenore proteico. Tale contratto può essere integrato anche dalla copertura assicurativa descritta sopra.
Complessivamente nelle province di Bologna e Modena si prevede un aumento delle semine dei cereali a paglia, se l’andamento climatico lo permetterà. L’annata agraria 2011 ha segnato per le aziende agricole del territorio una ripresa di interesse per i cereali grazie alle elevate produzioni ottenute. Infatti, sia i cereali a paglia (frumento tenero e duro) con medie produttive di 80 quintali/ettaro, che i cereali estivi (sorgo e mais) con punte per il mais di 130 quintali e medie ben oltre i 100 quintali, hanno rappresentato un’eccezione produttiva che da molti anni i nostri agricoltori stavano aspettando.
Ancora in tema di valorizzazione delle produzioni cerealicole, il Caip ricorda il vantaggioso contratto su mais a prezzo predefinito di 205 €/ton che ha raccolto il consenso dei maiscoltori del territorio, per una quantità di 11.000 tonnellate. Aderendo al Protocollo di Intesa della Regione Emilia Romagna, il Caip ritira e stocca un prodotto di qualità igienico-sanitaria idonea all’alimentazione delle vacche da latte della zona del Parmigiano Reggiano.

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