Il frumento “Bologna” della Sis varietà più coltivata in Italia

La Sis-Società Italiana Sementi festeggia il frumento ‘Bologna’ che si avvia ad essere la prima varietà coltivata in Italia. Tracciando un primo bilancio delle semine dei frumenti Claudio Mattioli, direttore generale SIS, sottolinea la straordinaria crescita di questa varietà introdotta nei primi anni 2000 che ha visto le sue superfici in costante aumento negli ultimi anni sia per la sua costante resa produttiva sia per la sua qualità molitoria che la vede al centro di diverse filiere ( es. farine per i panini di Mc Donald’s ). Il quadro che emerge dalle semine vede il frumento tenero in forte recupero sul duro al Nord motivato sia dai prezzi ( per la prima volta il tenero vale come e più del duro ) che dalla maggiore affidabilità della coltura.
Oltre che per la cultivar ‘Bologna’, dal mercato sono venute forti richieste anche per gli altri frumenti teneri della SIS che, avendo già con le proprie varietà oltre il 20% di questo settore, si avvia a consolidare sempre più la sua posizione di società leader del comparto.
In grande crescita e oramai in via di esaurimento di disponibilità:
– Bramante: varietà biscottiera tollerante al fusarium e per questo meno soggetta alle micotossine e quindi ricercata dall’ industria del settore.
– Palesio: varietà alternativa tra le più precoci, molto produttiva e costante nel fornire sfarinati caratterizzati da grande estensibilità.
– Valbona: varietà alternativa di recente introduzione ad alto contenuto proteico e come tale già protagonista di alcuni progetti di filiera.
– Tiepolo: novità di quest’ anno che già al debutto nelle prove nazionali si è distinta come la migliore tra i frumenti panificabili superiori.
“La recente ripresa delle quotazioni dei cereali – commenta Gabriele Cristofori, presidente SIS – è certamente un segnale positivo e deve essere un incentivo per i produttori agricoli ad investire in mezzi tecnici all’avanguardia, al fine di migliorare rese e qualità. Occorre impegnarsi ancora di più su qualità e tracciabilità per dare più valore aggiunto al nostro prodotto nazionale e più margine ai nostri produttori, reduci da due annate davvero terribili. E’ quello che stiamo facendo come sistema Consorzi agrari col progetto Filiera agricola italiana”.
“Solo l’uso di seme certificato – aggiunge Cristofori – garantisce all’agricoltore il ritorno del proprio investimento e la tracciabilità della propria produzione”.
Non essendoci più nessuna legge a livello comunitario che agevola l’uso del seme certificato e venendo a mancare anche in Italia il sostegno pubblico, si sono creati mercati paralleli di seme non certificato, sostanzialmente illegale presentato come semente, ma che di fatto è comune granella senza alcuna garanzia di germinabilità, purezza e sanità. I produttori agricoli che pensano di utilizzare questi prodotti come seme mettono a rischio il buon esito del proprio raccolto, a fronte di un risparmio nell’acquisto della semente certificata inferiore ai 20 €/ettaro.

2 Commenti in “Il frumento “Bologna” della Sis varietà più coltivata in Italia”

  • DARIO scritto il 22 novembre 2010 amlunedìMondayEurope/Rome 10:54

    A CAUSA DELLE PROLUNGATE PIOGGE , NON HO POTUTO FINIRE LA SEMINA DEL GRANO BOLOGNA . VOLEVO CHIEDERE CORTESEMENTE SE MI POTEVATE DIRE SE E’ ANCORA POSSIBILE SEMINARE IN QUESTO PERIODO CIOE’ A FINE NOVEMBRE . SONO NELLA ZONA DEL CANAVESE . RINGRAZIANDOVI SE MI DARETE UNA RISPOSTA , VI SALUTO DARIO…

  • luca novak scritto il 20 marzo 2016 pmdomenicaSundayEurope/Rome 15:03

    Buon giorno, ma il frumento Bologna e’ un grano antico o e’ un grano nanizzato?

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