Il futuro secondo la Cia

Dal luglio del 2004 sosteniamo l’esigenza di un confronto serio e articolato per delineare un organico progetto di sviluppo e competitivita’ nei confronti del quale le istituzioni e le rappresentanze agricole possano assumersi le proprie responsabilita’, impegnandosi a realizzarlo. Una Conferenza nazionale sull’agricoltura e lo sviluppo rurale che rappresenta la tappa ideale per dare una svolta positiva all’intero settore. Ecco perche’ apprezziamo e condividiamo la proposta del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Saverio Romano degli ‘Stati generali’ dell’agricoltura, per poter offrire a livello comunitario -come ha evidenziato- una proposta nazionale unitaria ed evitare inutili frammentazioni”. Lo ha affermato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi. “La dichiarazioni del ministro -ha aggiunto Politi- confermano le nostre tesi. L’agricoltura e’ un settore strategico a livello globale e va, quindi, tutelato e valorizzato. Per questo motivo serve subito un progetto di politica agraria. La nuova situazione nella quale il settore si trova costretto ad operare, le difficolta’ economiche, il calo dei redditi e la crescita dei costi delle imprese, gli effetti della globalizzazione, le ripetute tensioni sui mercati mondiali, la riforma della Pac post 2013, la presenza di nuovi e piu’ agguerriti competitori, le mutate esigenze dei consumatori, la mancanza di chiare ed efficaci scelte di politica economica rivolte al sostegno del mondo agricolo, impongono scelte rinnovate e condivise”. “Chiamarla Conferenza nazionale o ‘Stati generali’ dell’agricoltura per noi non e’ assolutamente un problema.
L’importante -ha rimarcato il presidente della Cia- e’ mettere tutti intono ad un tavolo e affrontare le questioni. E’ un’opportunita’ importante e va sostenuta e incoraggiata.
Eludere il confronto e la discussione e’ sbagliato. Invece, bisogna impegnarsi perche’ il dialogo sia serrato e costruttivo in modo da individuare le strade opportune di un effettivo sviluppo”.
“Dobbiamo progettare l’agricoltura del futuro. E per questo -ha sottolineato Politi- diciamo basta a provvedimenti sporadici e ad azioni scollegate. Siamo contro politiche riduttive e diciamo un fermo ‘no’ alla logica del declino. Noi siamo per lo sviluppo e per politiche di ampio respiro. Abbiamo piu’ volte sostenuto che l’agricoltura non e’ allo sbando; tanto meno gli agricoltori hanno ‘tirato i remi in barca’ e rinunciato ad essere imprenditori. Vogliono soltanto essere messi nelle condizioni di operare con efficacia, di competere seriamente sui mercati”.
“Per tale ragione, fin da adesso riconfermiamo – ha concluso il presidente della Cia- tutto il nostro impegno e la nostra collaborazione, affinche’ un alto confronto sull’agricoltura si possa svolgere nel piu’ breve tempo possibile e nel migliore dei modi, dando risultati concreti e fornendo ai produttori agricoli le risposte che attendono”.(Agi)

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