Il lunario celebra il più antico santuario mariano

LUNE_Malossini_20140802 x AGRI-2Il 5 agosto la Chiesa cattolica festeggia la Dedicazione della Basilica di S. Maria Maggiore a Roma, il più antico santuario mariano dell’Occidente.

Prima di raccontare l’affascinante leggenda che portò alla costruzione della Basilica, volevo ricordare che nei primi secoli del Cristianesimo, a Roma e non solo, era abitudine costruire le Chiese in luoghi di culto pagani, sovrapponendo i nuovi tempi ai precedenti, spesso utilizzando persino le pietre “pagane”.

Qualche esempio: Santa Maria Antiqua prese il posto dall’Atrium Minervae nel Foro romano; Santa Maria dell’Aracoeli fu eretta sulla cima più alta del Campidoglio, proprio dove venne fondata Roma; Santa Maria dei Martiri non è altro che il Pantheon, il tempio di tutte le divinità pagane voluto da Marco Agrippa; Santa Maria degli Angeli si inserì per voler di Michelangelo, senza nemmeno cambiarlo di tanto, nel “tepidarium” delle Terme di Diocleziano; Santa Maria sopra Minerva, a due passi dal Pantheon, venne costruita sopra le fondamenta del tempio di Minerva Calcidica.

Perché le chiese più importanti venissero dedicate alla Madonna e non a semplici Santi è presto spiegato: nella gerarchia cattolica, il culto di latrìa (cioè di adorazione) è reso solo a Dio. E’ quello che “vale” di più. Subito appresso, il culto di iperdulìa, rivolto alla Madre di Gesù, ben più importante della dulìa, riservato ai comuni Santi.

La Basilica più antica e grande di Roma dedicata alla Madonna, è dunque la nostra Santa Maria Maggiore, detta inizialmente Liberiana, perché, guarda il caso, costruita su di un antico tempio pagano, sulla sommità del colle Esquilino, per volere di papa Liberio (352).
Questa è la storia.
La leggenda è molto più bella, ed entra il gioco la Madonna della Neve, la vera protagonista della festa dedicata alla Basilica, chiamata da sempre dai romani “ad Nives”, “della Neve”.

Nella notte del 5 agosto del 352, papa Liberio e un ricco patrizio romano di nome Giovanni, sognarono entrambi (senza saperlo) la Madonna che li invitava costruire una chiesa là dove al mattino avrebbero trovato la neve.
All’alba, una prodigiosa bufera di neve imbiancò il colle dell’Esquilino, ricoprendo l’esatto perimetro dell’attuale Basilica.
Giovanni, incredulo, andò a raccontare il sogno al Papa, il quale confessò di aver avuto la stessa visione. Liberio allora, fece segnare la pianta di una grandiosa basilica esattamente come la neve l’aveva tracciata e il buon Giovanni, ricchissimo e devoto, ne finanziò la prima costruzione.
Un secolo dopo, papa Sisto III, per ricordare la celebrazione del concilio di Efeso nel quale era stata proclamata la maternità divina di Maria, ricostruì la chiesa nelle dimensioni attuali. La basilica venne anche denominata S. Maria “ad praesepe”, già prima del secolo VI, quando vi furono portate le tavole di un’antica mangiatoia, che la devozione popolare identificò con quella che accolse il Bambino Gesù nella grotta di Betlemme.

Un Commento in “Il lunario celebra il più antico santuario mariano”

  • Giuliano scritto il 1 agosto 2014 pmvenerdìFridayEurope/Rome 20:17

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