Il lunario di Andrea Malossini: anche i proverbi popolari di un tempo invocano acqua sulla campagna

“Tra al dò Madòn se e’ sech l’avnirà, l’arvena dla campagna la sarà” , con questo proverbio romagnolo che significa “Tra le due Madonne (15 agosto e 8 settembre) se verrà il secco, sarà la rovina della campagna” ,ovvero Se la pioggia non cade tra queste due feste, la campagna ne soffrirà molto, si apre il Lunario di questa settimana, che mette il dito sulla piaga della mancanza d’acqua, icaldo eccessivo e prolungato che hanno rappresentato proprio l’emergenza di questa estate 2012. A dimostrare ancora una volta come i proverbi siano senza tempo e la saggezza popolare risieda nelle tradizioni e nell’esperienza soprattutto.
Andrea Malossini poi prosegue con un altro proverbio, questa volta di matrice modenese : “Quand l’acqua vin in agast, a pióv di pom o a pióv dal mast, cioe’ “Quando la pioggia viene in agosto, piove delle mele o piove del mosto”, che significa che la pioggia di agosto porta beneficio al raccolto delle mele e dell’uva. “Lune e cieli” poi passa alla storia di due santi della settimana Sabina di Roma che cade il 29 agosto e che ha a che fare con fiori e giardini, e San fiacre del 30 agosto addirittura patrono dei giardinieri.
In particolare , sul conto di santa Sabina di Roma, non si sa quasi nulla. Pare fosse una ricca matrona, vissuta intorno al III secolo in Italia centrale (Umbria o Abruzzo) che, dopo essere stata convertita al Cristianesimo da una sua schiava, venne processata e martirizzata in quel di Roma, città dove in suo onore è stata intitolata una bellissima basilica. Nel luogo dove morì per dissanguamento, dopo essere stata trafitta da una spada, sbocciarono miracolosamente fiori coloratissimi, persino sugli steli delle colonne di pietra. Per questo, e per le guarigioni avvenute nei pressi del suo sepolcro, la santa è invocata nei casi di emorragie.
Si festeggia invece il 30 agosto la memoria di san Fiacre. Irlandese di nascita, il santo è popolare soprattutto in Francia, paese nel quale visse come eremita. Si dice che nel suo eremo, sempre tenuto perfettamente in ordine e ricco di piante (fatto questo che gli è valso il patronato sui giardinieri), non potessero assolutamente entrare donne. Chi osò farlo, si dice, fu colpito da disgrazie e morte improvvisa. Dopo la decesso, la sua tomba divenne luogo di pellegrinaggio dei malati di emorroidi, tant’è che oggi in Francia, scherzosamente, questa malattia è detta “fic saint fiacre”. Fiacre si chiamano anche le tipiche carrozze francesi a quattro ruote, dato che la prima stazione di sosta di questi mezzi, fu posta a Parigi nei pressi dell’Hotel che del santo portava il nome: Saint Fiacre.

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