Il “lunario” di Andrea Malossini: santi ,proverbi, riti e tradizioni della settimana

Inizia con questo numero un nuovo appuntamento che ci regala uno spaccato delle tradizioni italiane. Redatto dal giornalista e scrittore Andrea Malossini, il “Lunario” di settimana in settimana ci racconta i santi e le curiosita’ ad essi legate, i proverbi popolari della campagna , con un’occhio alle suprestizioni e alla leggenda, e un altro alla storia e alla scientificita’ dei dati.
I PROVERBI
15 agosto: Assunzione della Beata Vergine Maria
Per Sènta Maria, la castagna la cria (proverbio dell’Ata Valle del Reno)
Per santa Maria la castagna si crea. (Comincia a formarsi il frutto dentro al riccio: achenio).

16 agosto: s. Rocco confessore
Quând che san Roch l’è arivè i gapùn t’è da fê [proverbio romagnolo].
Quando san Rocco è arrivato i capponi devi fare.
(Per questa ricorrenza esiste l’usanza di castrare i giovani galletti, affinché ingrassino in tempo per il pranzo di Natale).
I SANTI della settimana
sabato 11 agosto – Chiara di Assisi
Oggi è la festa di santa Chiara d’Assisi, patrona della televisione. Poco più giovane di san Francesco, Chiara venne colpita dalle prediche del compaesano, decidendo di seguirne l’esempio. Dedita alla povertà assoluta, alla carità e alla pietà, fondò con alcune consorelle il Secondo ordine francescano delle Povere Dame (le Clarisse). Di lei si diceva fosse Chiara nel nome, chiara nella vita e chiarissima nei costumi, tanto che è ora patrona delle lavandaie e dei vetrai. Il patronato sulla televisione deriva dalla splendida visione di una messa natalizia (dono divino per lei che dal letto non poteva muoversi) che la santa ebbe quand’era inferma nella sua cella.
Lunedì 13 agosto – Cassiano di Imola
Oggi è la festa di san Cassiano, patrono d’Imola. Era un professore di stenografia della cittadina romagnola. Molto severo con gli scolari (si narra che li frustasse) ed integerrimo nella propria fede, quando iniziarono le persecuzioni dei cristiani, il santo venne a trovarsi in una situazione drammatica. Il magistrato romano, vista la sua ostinazione nel non volere rinnegare Cristo, decise allora di affidarlo nelle mani dei propri scolari, dicendo loro che, dell’odiato professore, potevano fare quello che volevano. Finì male: Cassiano fu aggredito dai suoi sadici alunni a colpi di stilo, morendo dissanguato. Per questo episodio è anche ricordato come patrono dei maestri, degli stenografi e dei dattilografi.

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