Il Lunario e le tradizioni di Pasqua

Agri 960_20130330_Tranche 03-1Siamo alla vigilia di Pasqua, festa ricchissima di tradizioni. Praticamente ogni giorno della Settimana Santa ha un significato particolare e una tradizione ad esso collegato. Il Sabato Santo però, con la slegatura delle campane ad annunciare la resurrezione di Cristo, è però il giorno più importante.
Per chi non lo sapesse le campane vengono legate il giovedì sera e slegate il sabato mattina prima di Pasqua. Ogni cosa che viene irradiata dal suono delle campane in questo giorno assume poteri straordinari. L’acqua è portentosa per guarire le malattie degli occhi ed in particolare l’orzaiolo: è sufficiente infatti sciacquarli senza asciugarli e il gioco è fatto. L’acqua fresca serve anche a guarire dai calli (che vanno sempre bagnati senza asciugarli), e diverse malattie della pelle.
Un’altra pratica molto comune in passato era quella di battere i materassi con un ramo di olivo benedetto per liberarli dalle cimici, nel preciso istante nel quale venivano sciolte le campane.
Passata la Pasqua, tutto finisce, come ricorda questo proverbio calabrese:
Vroccula e predicaturi doppu Pasca perdunu ‘u sapuri (Broccoli e predicatori, dopo la Pasqua perdono il sapore). Il significato letterale è chiaro, ma di fatto il proverbio ricorda che per ogni cosa c’è un tempo giusto e che non bisogna troppo rimandare gli impegni.
E già che ho parlato di Calabria e predicatori, non si può non ricordare il più grande santo calabrese, san Francesco di Paola. Nato a Paola – una cittadina sul mare in provincia di Cosenza – nel 1416, Francesco è il fondatore dell’Ordine dei Minimi, predicatori mendicanti chiamati anche “Paolotti”.
Il Santo fin da giovane visse da eremita in una grotta in riva al mare nei pressi della sua città natia. Papa Sisto IV, conoscendone i poteri spirituali e l’umiltà, gli ordinò di recarsi a Parigi per assistere re Luigi XI ormai morente. Lì giunto, lo dispose a ben morire e ne educò i figli. Rimasto famoso per i miracoli compiuti e la capacità di leggere nelle menti, fu grandemente venerato. Per il miracoloso attraversamento dello stretto di Messina (lo fece camminando sul suo mantello) è il patrono dei marinai e della gente di mare d’Italia, nonché degli eremiti e di numerosi luoghi del meridione d’Italia: come Cosenza, Otranto e la Calabria. Per avere miracolosamente guarito un bimbo nato senza occhi né bocca, è infine invocato dalle donne desiderose di avere figli e contro la sterilità. La sua festa è il 2 aprile.
(Adrea Malossini)

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