Il lunario ricorda due San Prospero

LUNE_Malossini_20140621 x AgriIl 25 di giugno si festeggiano due Santi che portano lo stesso nome: Prospero. Da sempre si fa una gran confusione tra i due, anche perché vissero pure nello stesso periodo, il V secolo.
Per mettere un po’ d’ordine, vediamoli uno alla volta. In Italia il più famoso è san Prospero di Reggio Emilia, vescovo e patrono della città emiliana, che si dice ebbe la carica per ordine soprannaturale.
In realtà, di certo non si sa nulla, e molte delle gesta a lui attribuite, sono in realtà meriti dell’altro Prospero, san Prospero di Aquitania, ad iniziare dal patronato, che vede il Prospero reggiano patroni dei poeti.

Di certo, del patrono di Reggio Emilia c’è solo che fu vescovo di Reggio Emilia per 22 anni, distinguendosi per la protezione dei deboli e l’assistenza agli sbandati e che il culto è antichissimo e ben radicato fra i fedeli, specie nelle province di Parma, Bologna e Lucca, ed ovviamente Reggio Emilia. E’ raffigurato spesso con un libro in mano ad attestare la sua qualità di teologo (qualità del Prospero francese) e in abito episcopale. La sua festa è il 25 giugno, data della morte, anche se i reggiani lo festeggiano il 24 novembre.

E ora vediamo il “vero” Prospero, san Prospero di Aquitania, detto anche Prospero Tirone. Nato in Aquitania, visse a lungo a Marsiglia in convento, come laico, periodo nel quale conobbe sant’Agostino d’Ippona. Con il celebre santo instaurò un bel rapporto, e con lui discusse a lungo di teologia, tant’è che insieme ad un altro santo, Ilario, contribuì in modo determinante alla lotta al Pelagesimo, eresia che negava la trasmissibilità a tutta l’umanità del peccato di Adamo, e dunque rifiutava la prassi del battesimo dei bambini.
Prospero scrisse un gran numero di scritti teologici, commenti, sentenze, epigrammi, versi dottrinali e opere storiche a sostegno delle tesi agostiniane, scritti che valsero come detto all’altro san Prospero, per via del nome, il patronato sui poeti.
Il Prospero francese morì intorno all’anno 463 e il suo culto, a differenza del Prospero reggiano, è praticamente inesistente. Ebbe il merito, sì, di aver contribuito all’affermarsi del sacramento del battesimo.

Questo antichissimo rito cristiano, è da sempre oggetto di tradizioni e superstizioni a volte così bizzarre, che viene quasi da dar ragione ai Pelagiani.

Si dice che se il padrino o la madrina, durante la cerimonia, si sbagliano nel recitare il Credo, il neonato crescerà stupido, balbuziente o tormentato dalle streghe. Porta male anche se la madrina è in attesa di un figlio o se chi tiene in braccio il neonato si volta indietro entrando in chiesa, evento questo che farà sì che il bambino, nel crescere, sarà timido e pauroso. Uscendo di casa, il bambino va tenuto sempre con la testa in avanti, dato che coi piedi innanzi si facevano uscire i morti per portarli al camposanto. Attenzione infine sulla scelta dei nomi: mai scegliere il nome di un parente ancora in vita, dato che se ne accelera la morte; porta sfortuna anche assegnare al bambino il nome del padre o quello di un fratellino morto prematuramente, a meno che, questo, non si chiamasse Prospero.

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