Il lunario : tra corna e vendemmia

Venerdì 21 settembre si ricorda san Matteo apostolo ed evangelista, da cui il proverbio: ” Par san Matì e’ bon temp l’è fnì; la vindema l’as cminzarà e e’ temp us guastarà “. Questo detto romagnolo sta a significare che per san Matteo il buon tempo è finito; la vendemmia comincerà e il tempo si guasterà. Di solito, la festa di san Matteo coincide con la fine del caldo estivo e con l’inizio della vendemmia , tanto che si aggiunge un altro proverbio popolare di derivazione parmigiana: ” Ingualèn pòda la vìgna, Ingualèn indùmia la vìgna ” e cioe’ “Equinozio pota la vigna, equinozio vendemmia la vigna”, vale a dire che per l’equinozio di primavera si pota la vite, per quello d’autunno si vendemmia”. Oviamente il meteo strambo di questa estate 2012 ha determinato alcuni sfasamenti nei momenti vendemmiali, ma i proverbi datano diversi lustri e quindi sono legati a come si svolgeva un tempo il lavoro di capagna, coi suoi ritmie le sue stagioni…
Sabato 15 settembre la Chiesa festeggia santa Caterina da Genova , patrona della Liguria. Di nobile famiglia, benché fin da piccola avesse dimostrato tendenze mistiche, fu costretta a sposarsi, a soli sedici anni, con un uomo violento e spregiudicato. Dopo avere sopportato per lunghi anni l’infedeltà del marito, decise di dedicarsi alle cure dei malati e dei sofferenti, missione nella quale riuscì a coinvolgere lo sposo, ormai redento. Per vent’anni, insieme, rimasero in ospedale ad assistere i malati più gravi e gli appestati, alternando alle cure mediche quelle spirituali. Caterina, oltre ad essere di diritto patrona delle infermiere italiane e degli ospedali, lo è anche delle donne maritate male.
Domenica 16 settembre – Cornelio, papa santo e martire (m. Civitavecchia, 253). Venne eletto Capo della Chiesa di Roma dopo oltre un anno di sede vacante. Il motivo di tale ritardo è da attribuire ai contrasti sorti con l’antagonista Novaziano sulla giustezza o meno di perdonare quanti avevano rinnegato Cristo per sfuggire al martirio. Cornelio fu poi mandato in esilio, dove morì tra le sofferenze. Curiosissimo il motivo per il quale è diventato patrono dei bovini. Si narra, ma pare sia proprio vero, che i missionari impegnati nel convertire i pagani di Carnac, per riuscire nei loro intenti, pensarono bene di trasformare la più venerata divinità locale, il mostruoso e cornuto Cornennus, in qualche santo cristiano. La scelta andò su Cornelio, per via dell’assonanza del nome. Un minimo di decenza impedì però di raffigurare il Santo con le corna in testa, corna che vennero così spostate nelle mani di Cornelio. I pagani, contenti della sostituzione, si convertirono, adottando il nuovo «idolo» come protettore di mandrie e greggi Anche nell’arte, successivamente, il Santo papa venne raffigurato con un corno bovino in mano

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