Il made in Italy dei prosciutti mette d’accordo Pd e Lega

presidente_gesmundo_prosciutto_2Nel giorno della protesta degli agricoltori al valico del Brennero contro i prodotti agroalimentari importati ma spacciati per Made in Italy, e dell’analoga iniziativa a Reggio Emilia, nella sede della Regione Emilia-Romagna arrivano due distinte iniziative del centrosinistra e della Lega nord, entrambe a difesa dei prodotti tipici. Primo firmatario Damiano Zoffoli (Pd), il documento di maggioranza con Fds, Sel-Verdi e Idv è una risoluzione e chiede alla Giunta regionale tutte le misure possibili per prevenire e contrastare l’usurpazione del Made in Italy agroalimentare, con particolare riguardo al settore delle carni suine, a tutela delle imprese agricole emiliano-romagnole. Anche per assicurare la qualità, la salubrità, le caratteristiche e l’origine dei prodotti, garantendo la salute e il benessere dei consumatori e il diritto ad una alimentazione sana, corretta e fondata su scelte di acquisto e di consumo consapevoli. Un po’ più battagliera, la Lega va in pressing sul presidente Vasco Errani sollecitando che l’Emilia-Romagna coordini “con le altre regioni del ‘distretto suinicolo’ (Lombardia, Veneto e Piemonte) iniziative per l’introduzione di un sistema di qualità nazionale per la valorizzazione del Suino Pesante Padano”. Nel mirino del Carroccio finisce il regolamento Ue di etichettatura (1169 del 2011): “La normativa è fumosa, ma i consumatori devono sapere chiaramente l’origine di ciò che acquistano”. Oggi “in Italia – affermano i quattro consiglieri leghisti – tre prosciutti su quattro provengono da maiali allevati in Germania, Olanda, Francia, Spagna. E in Emilia Romagna nell’ultimo anno i suini da riproduzione sono quasi dimezzati”. (ANSA).

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