Il melone: secondo Plinio era un cetriolo!

Melone o popone : la sua origine e’ incerta (africana o asiatica); di certo c’e’ che fu il popolo egizio ad esportarlo nel bacino del mediterraneo , e arrivo’ in Italia in eta’ cristiana, come documenta Plinio che lo uniformo’ al cetriolo, e durante l’impero romano su diffuse ma utilizzato però come verdura, in insalata. Il melone, come riconoscerlo: dal profumo come fa la maggior parte degli italiani o ci sono altri segreti?
Il melone è un ortaggio nella coltura, ma un frutto nel consumo. È chiamato anche popone.Il miglior amico di tutti coloro che, d’estate, vogliano un modo dolcissimo, dissetante e gustoso per fare il pieno di vitamina A è il melone!Ci sono fondamentalmente tre tipi di melone, che si distinguono per la forma, il colore della polpa e per la rugosità della buccia: i meloni cantalupo hanno la buccia piena di bitorzoli e la polpa arancione; i meloni d’inverno hanno la buccia liscia liscia e la polpa verdina; i meloni retati, infine, hanno la buccia coperta da un reticolo fittissimo e la polpa giallo-verde.
Oltre all’elevato contenuto in acqua, che ne esalta il potere dissetante, il melone presenta un’alta percentuale di sali minerali e vitamine A e C. In base alla forma ed al colore della buccia, le diverse varietà vengono suddivise in meloni retati, lisci e gialletti. Ultimamente si sta affermando la produzione di varietà “Long Life”. In Italia le varietà più coltivate sono le seguenti:Oltre ad essere consumato allo stato fresco, da solo o abbinato al prosciutto, in cucina trova impiego nella preparazione di antipasti, macedonie, dolci, gelati e frullati. Durante la conservazione, la temperatura non dovrebbe mai scendere sotto i 5 °C, altrimenti si può verificare la comparsa sui frutti di macchie rossastre in corrispondenza delle quali si può registrare un rammollimento quando il melone viene riportato a temperatura ambiente.

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