Il ministro Galan traccia le strategie per l’agricoltura

Ecco una sintesi dell’intervista rilasciata dal Ministro Giancarlo Galan durante la trasmissione Uno Mattina
Ministro, si è da poco insediato al Ministero delle Politiche agricole, quale situazione ha trovato?Ho trovato un settore che appare chiaramente in difficoltà con un problema sopra tutti gli altri: quando il reddito cala del 36% si spopolano la campagne, si cercano altri lavori, crollano valori e condizioni. Però ho trovato anche un settore con ampie potenzialità e con tutte le possibilità di farcela, di vincere la sfida. Noi abbiamo puntato tutto sulla qualità. E abbiamo fatto bene, hanno fatto bene le organizzazioni agricole e hanno fatto bene i nostri agricoltori. Abbiamo puntato sulla qualità eccelsa, più costosa e che proprio per questo merita di essere aiutata, difesa, sia dal punto di vista legale sia dal punto di vista economico.
Sono stati lanciati allarmi dalla manovra finanziaria da poco varata dal Governo proprio per il suo settore. Cosa ne pensa?Questa manovra non taglia una lira all’agricoltura. Non taglia una lira per tanti motivi, intanto perché abbiamo ampi margini di recupero tagliando spese inutili e restituendole a chi ha diritto, cioè all’agricoltura, poi perché gran parte dei finanziamenti arrivano dall’Europa ed è in Europa che noi dobbiamo farci maggiormente valere. E’ per questo che ho deciso di esserci sempre, perché ho capito che là si decide il futuro della nostra agricoltura. Proprio ieri, durante l’ incontro con il Commissario Ciolos, abbiamo affrontato il tema dei temi: la futura Politica Agricola comune. Sarà pronta e sarà varata tra due anni e mezzo, ma intanto lavoreremo affinché venga indirizzata nel modo più conveniente. Mi sono anche occupato di un altro settore, il tabacco, una coltivazione importante per noi, molto meno per qualche altro Paese europeo. Ci stiamo battendo per ottenere alcune misure agroambientali per il settore.
Un grande problema è sicuramente la lotta alla contraffazione alimentare. Quali sono le soluzioni da mettere in campo?La vera battaglia da condurre è la lotta al mercato del falso o del simil falso, l’italian sounding, una truffa che vale 50 miliardi. E’ chiaro che recuperare anche solo il 10% di questa cifra vuol dire fare una manovra finanziaria. E poi equivale ad una manovra etica. Noi abbiamo puntato tutto, chiedendo oneri molto maggiori ai nostri produttori, sulla qualità, sull’eccellenza. E abbiamo creato un nome, il Made in Italy, dobbiamo difenderlo su tutti i fronti, sul fronte interno dalle truffe attraverso i controlli che effettuiamo, e sul fronte internazionale facendo valere il peso di un grande Paese come l’Italia in sede di accordi.
Ministro, non sarebbe possibile recuperare i fondi non spesi dalle Regioni dei Piani di Sviluppo Rurale?Non spendere i fondi dei Psr destinati alle Regioni è scandaloso, indecente, indecoroso, è un delitto. Parliamo di riforme, di finanziaria, ma sono cose che hanno un valore enormemente inferiore alle risorse che stiamo sprecando. Stiamo sprecando, va detto, un miliardo e 100 milioni per l’inefficienza e per l’impossibilità di recuperarli. Credo che vada inventato un meccanismo che, senza ledere in alcun modo l’autonomia delle Regioni, consenta in caso di perdita di finanziamenti, o per lo Stato o per altre Regioni, di recuperarle. I problemi dell’agricoltura sono gravi e non sono né di destra né di sinistra, al massimo può essere di destra o di sinistra la maniera di affrontarli. Il dato di fatto è che l’agricoltura è quasi tutta in mani europee e l’Italia ha tutti gli interessi a presentarsi unita e compatta negli intenti e nelle richieste.

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