Il Mipaaf stanzia un milione per salvare i castagni

Uno stanziamento immediato di un milione di euro da parte del ministero delle Politiche agricole per fronteggiare l’emergenza causata dal ‘Cinipide del castagno’, l’insetto killer arrivato dalla Cina che sta infestando oltre 780mila ettari di bosco di castagneti. E’ quanto è stato stabilito questa mattina nel ‘Tavolo di filiera frutta in guscio – sezione castagne’ svolta a via XX Settembre, dove hanno partecipato rappresentanti del ministero, Regioni, Province, Comuni e associazioni di categoria. Le linee di intervento, con priorità per i primi due punti, sono: 1) costituzione di aree di pre-moltiplicazione del Torymus sinensis, l’antagonista naturale del Drycosmus kuriphilus, ossia il cinipide del castagno, localizzate dalle Regioni e finanziate dal ministero; 2) potenziamento del centro di moltiplicazione dell’Università di Torino Divapra, primo laboratorio a occuparsi della moltiplicazione del Torymus; 3) ricerche sull’adattamento dell’antagonista al territorio, sull’incidenza del cinipide sulla produzione di castagne e sulle possibili ibridizzazione del Torymus sinensis con specie indigene; 4) maggior raccordo con Inea (Istituto nazionale di economia agraria) e associazioni presenti sul territorio, che dovranno fornire dati sulla presenza di castagneti, seguire le procedure di intervento a livello locale e informare correttamente gli operatori sulle azioni da intraprendere
Soddisfatto della decisione, che definisce “un primo risultato positivo” è il vicepresidente della Coldiretti Gennaro Masiello che questa mattina, mentre si svolgeva l’incontro, é sceso in piazza insieme a centinaia di agricoltori di Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania e Calabria. L’avvio di una capillare guerra biologica all’insetto killer è al momento l’unica strada percorribile per difendere i castagneti italiani – sottolinea la Coldiretti che però chiede un incremento delle risorse a disposizione per affrontare l’emergenza e compensare la perdita di reddito delle imprese che rischiano di dover abbandonare i castagneti con pesanti ripercussioni, oltre che sotto il profilo economico, anche sotto quello sociale e ambientale. Sono circa in 34.000 le aziende agricole interessate grazie alle quali – afferma Coldiretti – si sviluppa un filiera che offre opportunità di occupazione a 100.000 i lavoratori.

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