Il monito della Corte dei Conti Ue: rafforzare i controlli su Dop e Igp


No alla presenza sugli scaffali dei supermercati delle eccellenze alimentari a denominazione e indicazione d’origine protetta (Dop e Igp), vendute accanto a prodotti di imitazioni e falsi, che possono indurre il consumatore in errore. Tanto più che i consumatori europei – esclusi Grecia, Italia e Portogallo – praticamente non sanno riconoscere il logo che nei singoli stati indicata il prodotto Dop e Igp. Lo afferma la Corte dei Conti europea che, per la prima volta in 20 anni di esistenza della politica di qualità nell’Ue, ha realizzato un audit sull’efficacia della gestione del sistema delle indicazioni di origine in Europa. Un sistema ricco ormai di quasi 1.150 eccellenze europee – di cui l’Italia è leader – e che rappresentano un valore complessivo all’ingrosso di 15 miliardi di euro l’anno. Per i controllori finanziari dell’Ue, in Europa manca una “chiara strategia per sensibilizzare produttori e consumatori al sistema delle Dop e Igp”. Al riguardo, la Corte punta il dito contro la Commissione europea che – scrive – “intraprende poche iniziative per promuovere specificatamente il sistema delle indicazioni geografiche”. Critica a cui Bruxelles reagisce ricordando, tra l’altro, il primo ‘libro verde’ sulla politica di qualità presentato nei mesi scorsi dal commissario europeo all’agricoltura, Dacian Ciolos, che sarà seguito nel 2012 da una comunicazione e quindi da una proposta legislativa. La Corte dei Conti riconoscere quell’impegno, ma incita Bruxelles a dimezzare i tempi delle procedura di registrazione di un prodotto “per attrarre altri produttori ad aderire al sistema. Resta il grande problema dei controlli per lottare contro l’agropirateria e gli abusi. Tra gli esempi riportati, la scoperta da parte delle autorità bavaresi di formaggi Dop che di denominazione d’origine avevano solo il nome. In Italia invece le autorità hanno individuato olive da tavola Dop la cui qualità non era quella prevesta dal disciplinare di produzione. O ancora in Francia ristoranti proponevano carne di agnello fatturata Dop ma che non era tale. Insomma, dai controllori finanziari giunge un netto richiamo agli Stati e alla Commissione Ue a controllare e monitorare un sistema dalle grandi opportunità per produttori e consumatori. (ANSA).

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