Il Parmigiano Reggiano punta al mercato russo

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Registrato ufficialmente pochi giorni fa in Russia come Denominazione di Origine e cosi’ in possesso di basi piu’ solide per combattere la contraffazione, il Parmigiano Reggiano mira ora a raddoppiare i volumi di esportazione verso quello che rappresenta un mercato sempre piu’ importante per il made in Italy alimentare. “Ora il nome Parmigiano Reggiano potra’ finalmente essere pienamente tutelato, sia nell’interesse dei produttori, che dei consumatori di questo Paese”, ha dichiarato Riccardo Deserti, direttore del Consorzio del Parmigiano Reggiano, annunciando la registrazione del Parmigiano Reggiano come Denominazione di Origine, pubblicata lo scorso 12 luglio sul Bollettino ufficiale del Servizio federale di proprieta’ intellettuale la registrazione. “L’obiettivo – ha spiegato all’AGI Deserti che oggi a Roma ha partecipato alla conferenza stampa sul tema delle esportazioni e la tutela del prodotto nella Federazione – e’ ridurre i danni dell’agro-pirateria, che oggi per noi in Russia sono stimati intorno ai 10 milioni di euro e arrivare a raddoppiare entro cinque anni l’export, raggiungendo i consumatori russi sia attraverso i canali specializzati in prodotti italiani di qualita’, sia attraverso la grande distribuzione”. “Nel quadro di un mercato estero che per il Parmigiano Reggiano rappresenta 43.500 tonnellate, pari a un terzo della produzione annua, il mercato russo presenta grandi potenzialita’”, ha spiegato il direttore del Consorzio. Oggi sono 26 le ditte esportatrici di Parmigiano Reggiano che hanno ottenuto l’autorizzazione per esportare nella Federazione, mentre l’export totale si attesta a circa 10.000 forme l’anno, per un valore di 5 milioni di euro. Le esportazioni dei prodotti alimentari mostrano un’attenzione sempre maggiore alla Russia, sia per l’ampiezza dei consumatori (oltre 140 milioni di abitanti), sia per i nuovi bisogni che la classe media attenta al buon mangiare richiede. In particolare, per le produzioni alimentari dop e’ sentito il bisogno di creare condizioni efficaci di tutela della denominazione e contrasto alle contraffazioni. “Si tratta di una protezione ampia – ha continuato Deserti – ed e’ su questa base che puntiamo a mettere al riparo i produttori di Parmigiano Reggiano da pratiche illegittime e, nel contempo, permettere ai consumatori russi di compiere scelte trasparenti e consapevoli”. “Insieme a una piu’ serrata ed efficace lotta alle frodi – ha continuato Deserti – possiamo dunque puntare ad un deciso slancio degli investimenti delle imprese esportatrici e dello sviluppo dell’export di Parmigiano Reggiano”.
Sul mercato russo, il Parmigiano Reggiano rientra nella categoria dei formaggi di “fascia superiore” (in cui il prezzo e’ superiore ai 15 dollari/kg alla vendita al minuto). Secondo l’elaborazione dei dati del Servizio Federale delle Dogane russe del 2012, diffusi dall’Ice, i principali esportatori di formaggi di questa categoria in Russia sono la Germania e l’Italia. La Germania detiene il 26% del totale, mentre l’Italia il 21% con 2.000 tonnellate di formaggio, per un valore di 19,2 milioni di dollari. La maggior parte dei prodotti di “fascia superiore” sono distribuiti a Mosca e a San Pietroburgo. Nella sola capitale se ne consuma il 50%. (AGI)

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