Il patrimonio delle parole artusiane in giro per il mondo

“La Scienza in cucina ha fatto per l’unificazione nazionale più di quanto non siano riusciti a fare I Promessi sposi” scriveva Piero Camporesi nel 1979. E cosi’ in occasione della XI “Settimana della lingua italiana nel mondo” venerdì 21 ottobre a Forlì (aula magna della SSLMIT, ore 9.30) un convegno dedicato alla lingua dell’Artusi e alle diverse traduzioni de La Scienza in cucina e Sabato 22 ottobre al Parco urbano di Forlimpopoli l’ inaugurazione della strada dedicata a Piero Camporesi, italianista, saggista e studioso di storia
dell’alimentazione che ha consegnato l’Artusi anche al mondo accademico
Nel 2011 ricorrono due importanti anniversari: il 150° della nascita dello stato Italiano e il 100° della morte di Pellegrino Artusi, uomo di cultura, critico letterario, scrittore e gastronomo che con il suo celebre manuale “La Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” unificò l’Italia a tavola. Il manuale, più semplicemente conosciuto come “l’Artusi”, è ua raccolta di ricette scritte, provate, riscritte e riprovate con l’aiuto dei due cuochi di fiducia, Francesco e Marietta, che fin dalla sua prima edizione, nel 1981, si rivela subito un successo editoriale senza precedenti, diventando – come sottolinea la critica – uno dei libri più letti dagli italiani insieme ai Promessi sposi e a Pinocchio.Si aggiunge dunque un terzo anniversario da festeggiare: quello della prima edizione de La scienza in cucina, pubblicata per la prima volta 120 anni fa.
Per celebrare questa triplice occorrenza il Comune di Forlimpopoli, insieme a Casa Artusi e all’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna – in occasione della XI “Settimana della lingua italiana nel mondo” – organizza una serie di eventi incentrati sulla figura di Pellegrino Artusi, che più di un secolo fa, al pari di un moderno “cantore” delle gesta degli italiani ai fornelli, ha saputo regalare al nostro Paese il senso di una gastronomia unitaria, facendo lo stesso con la lingua. Se da un lato, infatti, ha riunito in un unico manuale le ricette tradizionali regionali tramandate dai lettori di tutta Italia, ha anche dato vita ad un linguaggio gastronomico nuovo, ripulito dai vari francesismi e gallicismi e dai termini dialettali.
Ad Artusi e alla questione della lingua è dedicata la lezione aperta al pubblico in programma venerdì 21 ottobre a Palazzo Becchi a Forlì (aula magna della SSLMIT, dalle 9.30 alle 12.30) dal titolo “Il patrimonio delle parole artusiane in viaggio per il mondo”, un convegno con esperti linguisti e gastronomi coordinato da Anabela Ferreira e Francesca Gatta. Dopo il saluto del direttore della SSLMT Rafael Lozano Miralles e del sindaco di Forlimpopoli Paolo Zoffoli, il vice presidente di Casa Artusi Laila Tentoni interviene sul tema “Pellegrino Artusi, 150, 120, 100: le cifre tonde dell’anno 2011”. A seguire i docenti Maurizio Fabbri e Javier Luch dell’Università di Bologna parleranno di “Artusi, la lingua e la cucina italiana a fine Ottocento”, mentre Etsuko Nakayama dell’Università Ca’ Foscari di Venezia terrà un intervento su “La cucina italiana e Artusi in Giappone”. Si prosegue con la relazione dei docenti Gloria Bazzocchi e Pilar Capanaga (SSLMT, Università di Bologna) su “Il difficile compito di tradurre la gastronomia: il caso di Artusi in spagnolo”; con la relazione di Adele D’Arcangelo dal titolo “My guru was Pellegrino Artusi”, per finire con “Tradurre in russo l’Arte e la Scienza artusiana”, a cura di Natalia Chaurskaya.
Sabato 22 ottobre al Parco urbano di Forlimpopoli, alle 17, si tiene invece l’inaugurazione della strada dedicata a Piero Camporesi (Forlì, 1926 – Bologna, 1997), italianista e saggista, studioso di storia dell’alimentazione e profondo conoscitore della letteratura e della cultura popolare, che ha consegnato l’Artusi anche al mondo accademico. Di Piero Camporesi è infatti la prestigiosa introduzione del manuale artusiano per l’edizione pubblicata nel 1970 da Einaudi, dove arrivò a sostenere che “la Scienza in cucina ha fatto per l’unificazione nazionale più di quanto non siano riusciti a fare I Promessi Sposi”.
Professore all’Università di Bologna, per la sua infinita cultura, la perizia didattica e l’originalità della ricerca Piero Camporesi fu ampiamente apprezzato in Italia e all’estero. L’alta e speciale qualità dei suoi libri gli meritarono una fama mondiale e le sue opere furono, e continuano a essere, tradotte in molteplici lingue (francese, inglese, spagnolo, tedesco, giapponese, olandese, portoghese, svedese, greco).
Tra le sue numerose opere vanno ricordate: Le officine dei sensi, La casa dell’eternità, I balsami di Venere, Il brodo indiano, Le belle contrade, La maschera di Bertoldo, Le vie del latte, La carne impassibile, l palazzo e il cantimbanco, Camminare il mondo. Saranno presenti all’inaugurazione l’Assessore alla Cultura della Regione Emilia Romagna Massimo Mezzetti, il Sindaco di Forlimpopoli Paolo Zoffoli e il Presidente del Centro Studi Piero Camporesi dell’Università di Bologna Gian Mario Anselmi.
A seguire letture da Piero Camporesi a cura dell’associazione “Rosaspina. Un Teatro”: voce recitante Angelo Generali, musica dal vivo di Antonio Stragapede (chitarra).
E’ dedicata infine alla figura di Pellegrino Artusi ambasciatore dell’Emilia Romagna e dell’Italia nel mondo la mostra “100, 120, 150 Pellegrino Artusi e l’unità italiana in cucina”, allestita a Casa Artusi a Forlimpopoli fino al 30 ottobre in occasione della Settimana della lingua italiana nel mondo, che nelle settimane successive proseguirà la sua circuitazione in Italia e all’estero. Una mostra documentaria realizzata dal Comune di Forlimpopoli in collaborazione con Casa Artusi, Fondazione Fellini e Regione Emilia Romagna, che descrive attraverso inedite testimonianze, documenti e foto d’epoca descrive l’opera, il valore e l’attualità del pensiero artusiano.

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