Il santo e il porcello

La poverta’ comune a tante famiglie era attenuata da varie forme di cristiana solidarietà, come quella del porzhèl de Santantòni, il porcello di Sant’Antonio, tradizione ancora viva nella memoria di molti anziani. Il santo non è Sant’Antonio da Padova, ma Sant’Antonio abate, l’anacoreta egiziano vissuto dal 251 ca. al 257 (ultracentenario!), festeggiato il 17 gennaio e raffigurato con accanto il maiale e altri animali domestici, di cui era considerato il patrono. Condivideva l’incarico con San Bovo, un santo provenzale vissuto nel 10° secolo. In ogni stalla non mancava mai la stampa che raffigurava l’uno o l’altro.Il maiale costituiva una riserva di carne per tutto l’anno e nei nostri paesi veniva allevato dalla quasi totalità delle famiglie. Quelle che non se lo potevano permettere erano veramente poche, tant’è vero che in alcune stalle, quando si recitava il rosario a filò, si proponeva di destinarne una posta, cioè una decina di avemarie, par chi che no’ pòl copàr èl porzhèl.

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