Il semaforo in etichetta è fuorviante. L’Italia sfida la Gb

semaforoL’Italia ha sfidato oggi la Gran Bretagna al Consiglio dei ministri delle salute dell’Ue, denunciando come “meccanismo fuorviante e distorsivo” il sistema a ‘semaforo’ (codici giallo, verde e rosso) introdotto da Londra per classificare gli alimenti come più o meno salutari in base ai loro contenuti in grassi, sale e zucchero. Nove partner hanno sostenuto la posizione italiana – Francia in primis – ed il commissario per la sicurezza alimentare Tonio Borg ha assicurato che Bruxelles vigilerà e sta esaminando la situazione.
“Quello inglese è un sistema di etichettatura che condiziona e non informa i cittadini, uno strumento semplicistico che rischia di danneggiare i prodotti di qualità, in particolar modo quelli italiani”. Così Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, ha commentato la volontà di portare all’attenzione del Consiglio europeo della Salute la vicenda del sistema di etichettatura alimentare “a semafori” adottato in Gran Bretagna. “Lo scorso settembre, – ha proseguito De Castro – in Parlamento abbiamo presentato un’interrogazione per invitare la Commissione a occuparsi della vicenda, ribadendo un concetto molto chiaro: questo sistema (rifiutato a livello comunitario, ma adottato dalla Gran Bretagna come singolo Stato membro) non informa il consumatore, ma ne condiziona solo l’acquisto. Criteri standard di valutazione, basati sui quantitativi di sale, zuccheri e grassi presenti, non permettono al consumatore di leggere nel dettaglio l’etichetta e scegliere autonomamente l’acquisto. È evidente che questo sistema penalizza gravemente i prodotti a denominazione e indicazione di origine, con un chiaro danno per il made in Italy agroalimentare. Basti pensare al paradosso che vede anche i classici prodotti della dieta mediterranea, patrimonio immateriale dell’Unesco, spesso indicati come non sani. Il Parlamento europeo – ha concluso De Castro – continuerà a battersi per garantire la trasparenza delle informazioni in etichetta, tutelando consumatori e prodotti di qualità”.

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