Il settore dell’aceto chiede la protezione per il termine “balsamico”


I Consorzi per la tutela dell’Aceto Balsamico di Modena IGP, dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP e dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia DOP hanno presentato i risultati di un progetto per la tutela e la valorizzazione di questi tre prodotti a denominazione protetta ad una conferenza stampa organizzata presso lo ‘spazio Aicig’ a Cibus, alla presenza di rappresentanti istituzionali tra cui il Direttore Generale Mipaaf, Giovanni Piero Sanna, e il dirigente dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna, Alberto Ventura.

Il progetto, svolto con la collaborazione e il contributo del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, è partito dalla constatazione che un numero crescente di prodotti imitativi sta minando l’economia e i risultati dei produttori di questi aceti, che senza dubbio costituiscono un fiore all’occhiello della produzione agroalimentare italiana di qualità, sia per immagine che per volumi. In particolare, l’Aceto balsamico di Modena IGP si posiziona tra le prime dieci denominazioni italiane, con una produzione che nel 2011 ha superato i 95 milioni di litri, ma soprattutto con un export dell’85%, che lo pone al vertice di tutte le IGP e DOP nazionali. “E’ proprio questa eccezionale quota di export che ci rende difficile proteggere il nostro prodotto: infatti i produttori di molti Paesi, attratti dal successo commerciale dell’aceto balsamico di Modena, pensano di produrre localmente un prodotto simile, e lo commercializzano – a bassa qualità e prezzo – con il nome ‘aceto balsamico’, spesso in italiano e con ampi riferimenti grafici a simboli e usanze tipiche della nostra penisola 8come le colline con i cipressi, la mozzarella e il pomodoro eccetera” sostiene il Presidente del Consorzio Aceto Balsamico di Modena, Cesare Mazzetti.

“Il fenomeno ha raggiunto livelli di allarme: Nomisma ha stimato che nei soli centri commerciali USA la quota di prodotto contraffatto supera il 20%, e per questo il Ministero delle Politiche Agricole ha deciso di dare il proprio sostegno ai Consorzi dei produttori” afferma Sanna. “Un sostegno che non finisce con il finanziamento del progetto conclusosi, ma anzi proseguirà più forte nelle nuove azioni di difesa che i produttori dovranno sostenere”. Sanna ha rilevato che nel Ministero delle Politiche agricole è in corso un processo di riordinamento delle funzioni, che permetterà anche di raggiungere il miglior coordinamento tra gli uffici della Direzione Generale e quelli ispettivi, come auspicato da molti Consorzi. Le Regioni dovranno avere un peso maggiore nel monitorare e indirizzare l’azione di Governo, come auspicato anche dal Ministro Catania.

Il Progetto ha effettuato ricerche di prodotti imitativi in Europa e in altri Paesi, e ha raccolto una vera e propria collezione di contraffazioni, visitabile presso la sede dei Consorzi, a Modena. “Inoltre ha messo a punto alcune strategie giuridiche di difesa, che dovranno essere ora implementate – sostiene Enrico Corsini, Presidente del Consorzio Aceto balsamico Tradizionale di Modena- anche se alcuni significativi risultati sono stati ottenuti: una famosa catena di fast-food ha riconosciuto i nostri diritti, e ha sostituito una bustina erroneamente chiamata ‘balsamico dressing’ con una contenente il vero aceto balsamico di Modena IGP’. È stato implementato il sito ‘tutelabalsamico.it’ perché chiunque possa apprendere le caratteristiche dei prodotti originali e segnalare eventuali contraffazioni, ed infine è stata svolta una ricerca scientifica sulla qualità e l’invecchiamento del prodotto, illustrata dal Prof. Massimiliano Valentini del CRA – Consiglio per la Ricerca e Sperimentazione in Agricoltura.

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