Imballaggio Attivo Bestack: lo spreco si riduce dal 10 al 20%

Nell’aspetto sembra una cassetta qualunque, ma grazie a un innovativo brevetto, frutto di cinque anni di studi universitari, è uno strumento intelligente contro lo spreco alimentare: consente infatti di ridurlo in modo significativo. È il packaging Attivo che Bestack – il consorzio non profit dei produttori italiani di imballaggi in cartone ondulato per ortofrutta – ha messo a punto insieme all’Università di Bologna e con il sostegno del consorzio Comieco. Permette di prolungare la vita di scaffale (shelf life) della frutta, riducendo di conseguenza gli scarti: si parla potenzialmente di 850 mila tonnellate di prodotto salvate dalla spazzatura ogni anno in Italia.
 
Dopo il successo della prima fase di test dal campo alla tavola, effettuata la scorsa primavera con le fragole Sabrosa (Candonga) di Apofruit, l’imballaggio Attivo ha fatto il suo debutto anche nel comparto della frutta estiva. Dal 14 giugno al 17 luglio il packaging anti spreco di Bestack è stato utilizzato per confezionare le albicocche prodotte da Granfrutta Zani. Il test è stato effettuato, infatti, in collaborazione con Eurogroup Italia (di cui Zani è principale fornitore), per vedere i benefici del prodotto destinato ai supermercati tedeschi del gruppo Rewe.

“Il progetto è stato imponente: il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari dell’Università di Bologna ha strutturato un piano sperimentale enorme, che ha coinvolto responsabili qualità, di magazzino e commerciale di tutti e tre i soggetti coinvolti”, esordisce il direttore di Bestack, Claudio Dall’Agata.

Le cinque settimane di test hanno riguardato tutta la campagna albicocche, con focus sulle tre varietà principali, ovvero Pinkot, Ladycot e Sweetcot. Dal punto di vista analitico, sono stati presi in considerazione tutti i parametri che convenzionalmente vengono utilizzati per garantire nel tempo il livello di qualità del prodotto. L’Università, in particolare, si è interfacciata con l’ufficio qualità di Eurogroup per concordare i parametri qualitativi da rispettare nella fase di test.
L’obiettivo di questo seconda fase di sperimentazione in campo applicata alla filiera delle albicocche? “La premessa – spiega il direttore di Bestack – è stata definire cos’è lo scarto, ovvero quali sono gli elementi che inibiscono la vendita. Nel caso delle albicocche, la store life del prodotto finisce quando questo presenta marciume, chiaramente, ma anche vescicolature (quando è sovra maturo)”.

La “store life”, ovvero quel parametro che definisce la vita a punto vendita del prodotto, viene misurata per le albicocche 7 giorni dopo il confezionamento, a una temperatura di 18 gradi. Nel test effettuato fra giugno e luglio, ogni giorno, per sette giorni, è stata misurata la store life del prodotto, confezionato in tre tipologie di imballaggio: cartone ondulato tradizionale, cartone ondulato Attivo e plastica a sponde abbattibili.

I dati raccolti hanno evidenziato che, nelle cinque settimane, per tutte le varietà considerate, le albicocche confezionate nell’imballaggio Attivo si mantengono più fresche più a lungo. Al settimo giorno la percentuale di prodotto con segni di marciume o sovra maturo è dal 10 al 20% inferiore in imballaggio Attivo, rispetto alle altre tipologie di packaging. Questo, si ricorda, avviene grazie alla miscela di oli essenziali nebulizzati nel cartone ondulato Attivo. Si tratta di sostanze naturali, estratte a loro volta dalla frutta, che grazie alla loro azione antimicrobica sono in grado di contrastare la proliferazione di organismi degradativi, aumentando in modo significativo la shelf life dei prodotti ortofrutticoli.

“I risultati ottenuti con il nuovo test sulle albicocche confermano sostanzialmente i numeri rilevati nel 2016 nei punti vendita Agrintesa”, conclude Claudio Dall’Agata. In quell’occasione Bestack aveva rilevato, insieme all’Università, che, con gli imballaggi Attivi, lo spreco per le albicocche si riduce dal 13 al 18%.

“Oggi è aumentata la scala e i dati si sono consolidati – continua il direttore di Bestack – A due anni di distanza, dopo avere coinvolto anche un grosso distributore, la vera domanda è: poiché ora il beneficio dell’imballaggio Attivo è evidente ed è una certezza (seppur con una significatività diversa a seconda dei casi), questo packaging anti spreco in cartone ondulato può essere un’opportunità per chi? Può essere un’innovazione a disposizione del produttore, che può qualificare la propria offerta e in particolare i prodotti premium verso i propri clienti? Oppure è uno strumento a disposizione dei distributori, per aumentare la probabilità di soddisfare i propri clienti con prodotti migliori? L’auspicio è che sia entrambe le cose”.

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