Impianti danneggiati e siccità: la dura estate del Burana e i lavori per l’inverno

“È stata un’estate complessa, sotto diversi punti di vista, ma possiamo ritenerci soddisfatti di come siamo riusciti a far fronte alle richieste d’acqua nonostante siccità e terremoto” – sono le parole del Presidente del Consorzio della Bonifica Burana, Francesco Vincenzi, a chiusura della campagna irrigua, nonché alla vigilia della stagione delle piogge – seppure il vero banco di prova sarà l’inverno”.
Il sisma del 20 e 29 maggio, infatti, è arrivato ad aggravare una situazione che si prospettava già di grande sofferenza per le campagne, danneggiando i principali impianti per il pompaggio di acqua dai canali e chilometri di tessuto arginale in un momento in cui l’esigenza idrica era massima. Eppure, se l’impianto Pilastresi di Stellata di Bondeno è restato fermo tutta estate, l’impianto Sussidiario costruito nel 2004 proprio per far fronte ad eventi di magra eccezionale, essendo agibile e funzionante, nel periodo estivo ha sempre garantito acqua per le coltivazioni ferraresi. Ma l’emergenza non può dirsi conclusa.
“Purtroppo il lavoro di bonifica è fatto di mediazione tra eventi estremi – aggiunge il Direttore Claudio Negrini – qualche mese fa ci trovavamo a combattere contro precipitazioni scarsissime, che hanno duramente colpito le coltivazioni del nostro territorio nella stagione più siccitosa dopo il 2003, così come oggi ci troviamo a lavorare per scongiurare il rischio di allagamenti per i mesi a venire. Fortunatamente, almeno dal punto di vista del ripristino della situazione di canali e impianti a seguito del terremoto, la situazione, seppure con ritardo, si è sbloccata: stiamo iniziando i lavori grazie ai primi finanziamenti ottenuti, oltre 4 milioni di euro a fronte degli oltre 40 però necessari, per mettere mano agli interventi strutturali prioritari.”
Il direttore tecnico del Burana – Cinalberto Bertozzi – fa sapere che, proprio in questi giorni, stanno facendo i test di pompe e motori a Pilastresi, il quale, da solo, preserva dagli allagamenti 55.000 ettari di territorio tra Modena, Mantova e Ferrara. Ogni volta che piove intensamente, infatti, se non venisse pompata l’acqua dal canale delle Pilastresi al fiume Po, arriverebbe a sommergere buona parte del territorio di Bondeno e dei comuni limitrofi nelle province di Modena e Mantova.
I primi interventi che beneficiano degli stanziamenti della Regione Emilia-Romagna riguardano la messa in sicurezza degli impianti per consentire l’accesso al personale di servizio al fine di verificarne la funzionalità: gli impianti del nodo idraulico strategico di Bondeno – tra cui lo stesso Pilastresi – il Bondeno-Palata, S. Bianca, Cipollette, nonché l’impianto Dogaro di S. Felice, il Concordia Sud di Mirandola e la Chiavica Regina di San Martino Spino. Inoltre, sono iniziati i lavori di ripristino delle arginature compromesse: centinaia di metri di sponde franate, argini fessurati e lesionati sul Canale Diversivo di Burana (tra Mirandola e Finale Emilia), sul Diversivo di Cavezzo (tra Cavezzo, Medolla e S. Prospero) e sul Cavo Vallicella (tra Finale e S. Felice). Al Burana si stanno adoperando con la massima urgenza affinché la messa in sicurezza possa far fronte ai prossimi eventi meteorologici sfavorevoli, in attesa della prossima ordinanza del Commissario Delegato per gli stanziamenti mancanti.

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