Import olio tunisino: i commenti

olive raccolta“Incrementare la quota di olio tunisino a dazio zero nell’area UE è un errore, perché incrementa seriamente il rischio di contraffazione del prodotto Made in Italy e di frode dei consumatori”. È quanto dichiarano in nota congiunta i deputati Colomba Mongiello e Dario Ginefra del PD. “Aver ottenuto il dimezzamento della quantità di prodotto – spiegano – da 70mila a 35 mila tonnellate di quota aggiuntiva, riduce e non elimina questo profilo critico, evidentemente sottovalutato anche dagli europarlamentari del Partito Democratico che siedono nella Commissione Commercio internazionale. Comprendiamo le ragioni di solidarietà, politica ed economica, che hanno indotto l’UE ad adottare questa strategia; ma non possono essere gli olivicoltori italiani, già provati dalle crisi di mercato e dalle emergenze fitosanitarie, a pagarne le eventuali conseguenze negative. Il sistema dei controlli, a qualunque livello, deve migliorare l’efficienza e l’efficacia della sua azione, per scongiurare il ripetersi di truffe come quelle fatte emergere dalla magistratura barese. Governo e Regioni devono avviare immediatamente il Piano Olivicolo Nazionale per offrire alla filiera olivicola Made in Italy le opportunità di crescita strutturale e di valorizzazione di un prodotto unico al mondo. Confidiamo – concludono i parlamentari – che il Parlamento europeo, su impulso del PD, migliori ulteriormente il provvedimento licenziato dalla Commissione”.

Non é detta ancora l’ultima parola sul via libera all’aumento delle importazioni in Europa di olio d’oliva dalla Tunisia, come proposto dall’Esecutivo Ue e come avvallato ieri dalla commissione per il commercio internazionale del Parlamento europeo. Gli eurodeputati della Commissione agricoltura intendono infatti “continuare la battaglia e nei prossimi giorni – annuncia Paolo De Castro, coordinatore per il Gruppo dei Socialisti e Democratici della ComAgri – faremo partire l’iter per presentare un emendamento che ci permetta di portare in Plenaria il parere della ComAgri che depotenzia le misure fino ad oggi previste”. Nell’emendamento – spiega De Castro – “invece di un aumento di 35mila tonnellate del contingente d’export di olio d’oliva a dazio zero dalla Tunisia verso l’Ue per due anni, “chiederemo il dimezzamento di quel contingente (35.000 tonnellate nel 2016 e la possibilità, nel 2017, di usare l’eventuale parte non utilizzata dell’anno precedente); l’introduzione di licenze di importazione mensili da gennaio a ottobre per non competere con la nostra produzione di extra-vergine; la possibilità di sospendere l’intervento qualora si verifichino distorsioni sui mercati. A questo si aggiunge una valutazione di impatto a carico della Commissione europea”. Correttivi importanti rispetto alla proposta iniziale della Commissione Ue – conclude De Castro – “che potrebbero ridurre in maniera significativa gli impatti negativi del provvedimento sul settore olivicolo dei paesi del Sud Europa”.

E’ un errore l’accesso temporaneo supplementare sul mercato Ue di 35 mila tonnellate di olio d’oliva tunisino a dazio zero per il 2016 e 2017, dopo che lo scorso anno le importazioni sono aumentate del 520%. Lo afferma la Coldiretti in riferimento al via libera della Commissione internazionale del Parlamento Europeo. Il nuovo contingente agevolato, sottolinea la Coldiretti, va, tra l’altro, ad aggiungersi alle attuali 56.700 tonnellate a dazio zero già previste dall’accordo di associazione Ue-Tunisia, portando il totale degli arrivi ‘agevolati’ oltre quota 90 mila tonnellate. ”Ancora una volta in Europa il settore agricolo diventa merce di scambio senza alcuna considerazione dell’impatto sul piano economico, occupazionale ed ambientale sui nostri territori – afferma il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo – con il rischio concreto del moltiplicarsi di frodi, con gli oli di oliva importati che vengono spesso mescolati con quelli nazionali per acquisire una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati”. Da qui l’urgenza per Moncalvo, di arrivare all’attuazione delle norme già varate con la legge ‘salva-olio’, dai controlli per la valutazione organolettica ai regimi di importazione per verificare la qualità merceologica dei prodotti in entrata.

E’ uno schiaffo agli agricoltori italiani il via libera dell’Unione Europea all’importazione agevolata di 70 mila tonnellate di olio d’oliva provenienti dalla Tunisia per i prossimi due anni”. Lo afferma il coordinamento Agrinsieme, nel precisare che ”pur condividendo l’obiettivo di solidarietà dell’Europa nei confronti di Paesi terzi in difficoltà socio-economiche tramite azioni commerciali di privilegio, non va dimenticato che non si possono sempre penalizzare l’agricoltura e in particolare, le produzioni mediterranee”. Secondo Agrinsieme è opportuno che decisioni così strategiche siano adottate solo in seguito a valutazioni oggettive dell’impatto economico che generano sugli operatori europei. L’ultima speranza per introdurre modifiche, ricordano le organizzazioni, è riposta nel voto dell’Aula di Strasburgo che dovrà adottare il testo definitivo entro la fine dell’inverno. ”Se si continuano a considerare come merce di scambio i prodotti dell’agricoltura europea e mediterranea – conclude Agrinsieme – si rischiano di vanificare anche la nuove opportunità derivanti dai processi di liberalizzazione commerciale che l’Europa sta portando avanti nell’ultimo periodo”.

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