Imu: Cia e Confagri, l’agricoltura ha pagato più del dovuto

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L’Imu sui terreni agricoli e sui fabbricati rurali ha superato la ‘soglia’ concordata con il governo. L’aggravio per gli imprenditori, rispetto al gettito Ici e Irpef 2011, è stato infatti di 366 milioni di euro, ben al di sopra dei 210 milioni di euro individuati dall’esecutivo in accordo con le organizzazioni professionali agricole. E’ quanto rilevano Cia-Confederazione italiana agricoltori e Confagricoltura, chiedendo la restituzione dei soldi pagati in più dagli agricoltori, secondo quanto previsto dalla legge. In caso contrario, le due organizzazioni agricole “sono pronte ad azioni sindacali e legali per il rispetto degli impegni presi”. Cia e Confagricoltura contestano inoltre le stime elaborate dal ministero dell’Economia e delle Finanze e sottolineano “la necessità di un chiarimento, in quanto non rispecchiano la realtà”. Secondo le due organizzazioni, infatti, non è corretta la scelta di assumere quale dato di partenza i 550 milioni di gettito Imu effettivo sui terreni, senza considerare le maggiorazioni applicate dai comuni. Sicuramente – affermano Cia e Confagricoltura – il gettito previsto per i fabbricati rurali strumentali è inferiore (circa 59 milioni di euro in meno) a quello stimato. Tuttavia, va evidenziato che mancano all’appello un numero consistente di fabbricati rurali, visto che “proprio il governo è rimasto insensibile alle richieste di proroga dell’accatastamento, facendo ricadere sugli agricoltori l’onere di svolgere in tempi inadeguati un compito che il catasto non è stato in grado di compiere in oltre 40 anni”. Comunque, le minori entrate sui fabbricati rurali – concludono le due organizzazioni- sono state più che compensate dal maggior gettito incassato sui terreni agricoli.

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