In 10 anni l’Italia ha rimborsato alla UE 1 miliardo e 350 milioni di euro

L’Italia è il Paese UE che negli ultimi dieci anni ha dovuto restituire al bilancio dell’Unione europea la somma maggiore per il mancato rispetto delle regole sull’applicazione della politica agricola. Dal 1999 al 2009 i rimborsi imposti all’Italia dalla Commissione europea, l’istituzione che ha il compito di verificare la correttezza delle spese agricole, ammontano a 1 miliardo e 352 milioni di euro. Ci fanno compagnia, su questo poco invidiabile podio, gli altri principali Paesi mediterranei: seconda la Grecia con 1.300 milioni, poi Spagna (1.155) e Francia (1.007). Segue, ma molto staccata, la Gran Bretagna con 485, Germania e Danimarca superano di poco i cento milioni e Olanda e Portogallo si avvicinano soltanto alla terza cifra. Tutti gli altri sono quasi irrilevanti, ma, tra i Paesi di recente adesione, la Polonia si sta facendo avanti nel 2010.
Piccola consolazione per l’Italia: la decisione di oggi sui rimborsi delle spese irregolari della politica agricola prevede un rimborso complessivo di 346,5 milioni di euro, per i fondi agricoli dell’UE indebitamente versati, ma il nostro Paese dovrà rimborsarne meno di due. Questa decisione riguarda venti Paesi, sui 27 dell’UE: Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Germania, Spagna, Finlandia, Francia, Gran Bretagna, Grecia, Ungheria, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Slovacchia e Svezia, oltre all’Italia.
Per una volta il nostro Paese sta nelle retrovie: meno di due milioni di euro di rimborso, quasi tutti per inosservanza dei termini di pagamento. La parte del leone, si fa per dire, la fa la Grecia, Paese decisamente nell’occhio del ciclone: oltre 130 milioni di rimborso, di cui 105 per carenze nel sistema di controllo nel settore del cotone e 18 per le lacune nei controlli sulle misure di sviluppo rurale. Anche i nuovi arrivati nell’UE si danno da fare: 92 milioni alla Polonia per carenze varie nella determinazione delle superfici ammesse agli aiuti. Poi, 47 alla Spagna (settore ortofrutticolo), 20 alla Francia su ortofrutta e premi per gli animali, 14 al Regno Unito (erogazione dei pagamenti diretti), 10 all’Olanda nel settore delle restituzioni all’esportazione.
A livello di filiere produttive, invece, il consuntivo dell’ultimo decennio dice che quasi 1 miliardo e mezzo di rimborsi sono stati dovuti, a livello UE, per irregolarità sulle superfici ammesse al sostegno, e oltre un miliardo nel settore dell’olio, principalmente quello d’oliva. Questi due dati contribuiscono a portare i Paesi mediterranei al vertice della classifica. Seguono poi i premi per il bestiame (oltre 700 milioni), l’ortofrutta (636), i ritardi nei pagamenti (611), i prodotti lattiero-caseari (319), le restituzioni all’esportazione (305 milioni), il cotone (254), e infine, sopra i cento milioni complessivi di rimborsi negli ultimi dieci anni, le misure di sviluppo rurale e il vino.
Il nuovo commissario europeo per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale Dacian Ciolos ha dichiarato: «Ci troviamo davanti a uno strumento importantissimo per assicurare che gli Stati effettuino i necessari controlli sull’uso corretto del denaro dei contribuenti».

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