In agricoltura il 39% delle morti bianche

Il 39% delle morti bianche si verifica nel settore agricolo. Lo rileva l’Osservatorio sulla Sicurezza di Vega Engineering di Mestre, sottolineando che le nuove generazioni impiegate nella raccolta di frutta e ortaggi entreranno a stretto contatto con la natura ma anche con un mondo in cui si conta il maggior numero di vittime nei luoghi di lavoro. ”L’agricoltura e’ uno dei settori, insieme a quello del turismo, che offre le maggiori opportunita’ di lavoro estivo. Soprattutto per i giovani – spiega Mauro Rossato, presidente di Vega Engineering – E quest’anno i ragazzi tra i 18 e i 27 anni che lavoreranno nei campi, come stimato dalla Coldiretti, saranno ben 100 mila, per cui e’ indispensabile predisporre tutti gli strumenti di formazione e di informazione per i giovani sul fronte della sicurezza”. Gli incidenti mortali in agricoltura sono un’emergenza in Lombardia (16 su 42 decessi), Puglia (9 su 24), Sicilia (9 su 20), Calabria (6 su 12), Emilia Romagna (6 su 18), Toscana (4 su 11), Abruzzo (7 su 11) e Marche (4 su 10). Nell’ultimo semestre il 10% delle vittime sono giovani che non hanno compiuto i 30 anni. L’ ‘esercito’ piu’ numeroso di stagionali, per la Coldiretti, e’ in Puglia (18%); seguono Sicilia (13%), Calabria (12%), Campania (7%), Veneto (6%), Trentino e Lombardia (5%). Le regioni ai primi posti per le morti sul lavoro sono Lombardia (37), Veneto (23), Puglia (21) e Sicilia (19). (ANSA).

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