In arrivo la norma sui contratti scritti. Confagri Piacenza, nel complesso una buona disciplina

Entrerà in vigore il prossimo 24 ottobre la nuova disciplina obbligatoria per i pagamenti delle forniture di prodotti agricoli e alimentari normata dall’articolo 62 del decreto legge 24 gennaio 2012, n.1. La norma in questione – spiega Confagricoltura Piacenza – stabilisce che i contratti aventi per oggetto la cessione di prodotti agricoli ed alimentari (ad esclusione di quelli conclusi con il consumatore finale e i conferimenti alle cooperative e alle organizzazioni dei produttori) devono essere obbligatoriamente stipulati in forma scritta ed indicare, a pena di nullità, la durata, la quantità e le caratteristiche del prodotto venduto, il prezzo e le modalità di consegna e di pagamento. Gli accordi che non indicano uno o più dei suddetti elementi, sono nulli. Il contraente che contravviene a questi obblighi è sottoposto a sanzione sino a 20.000 euro a seconda del valore dei beni oggetto di cessione. Il corrispettivo pattuito nei contratti deve essere versato – per le merci deteriorabili – entro 30 giorni dalla consegna o dal ritiro o dalle relative fatture, ed entro 60 giorni, per tutte le altre merci. Gli interessi decorrono dal giorno successivo alla scadenza del termine. La norma dispone, inoltre, che nelle relazioni commerciali fra operatori economici sia vietato imporre condizioni ingiustificatamente gravose e condizioni extracontrattuali retroattive; applicare condizioni oggettivamente diverse per prestazioni equivalenti; subordinare la conclusione o l’esecuzione di contratti o la regolarità (ovvero continuità) di relazioni commerciali all’esecuzione di prestazioni che non siano connesse all’oggetto dei contratti o delle relazioni commerciali. Anche la violazione di queste condizioni configura un illecito. “Probabilmente non sarà la panacea di tutti i mali – commenta Enrico Chiesa, Presidente di Confagricoltura Piacenza – ma dobbiamo considerarlo un punto di partenza per la costruzione di filiere più equilibrate ed al contempo vigilare attentamente su comportamenti elusivi che possono minarne l’efficacia”. A causa del tardivo parere del Consiglio di Stato, il decreto interministeriale attuativo delle nuove norme non è ancora stato emanato, ma una proroga dei tempi è data per improbabile per cui ci si attende che venga predisposto in settimana o tutt’al più entro la settimana prossima. “Questa norma si affianca all’approvazione del decreto di applicazione del “Pacchetto latte” che ribadisce, la necessità di stipulare contratti scritti tra le parti e recepisce quanto previsto dall’art. 62 del decreto sviluppo. Il “Pacchetto latte” – prosegue Chiesa – prevede, inoltre un sostegno alla costituzione ed al rafforzamento delle organizzazioni di produttori (OP) perché un maggiore grado di aggregazione può generare economie di scala e dare più forza contrattuale agli allevatori. Con le nuove norme sulla cosiddetta ‘programmazione produttiva’ sarà possibile introdurre, nelle singole filiere, strumenti di regolazione volti a equilibrare il rapporto tra offerta e domanda reale. Ci auguriamo – conclude Chiesa – che si possa avviare una stagione di rapporti commerciali improntati su prezzi più equi e più stabili, nell’ottica di dare più forza contrattuale ai produttori e maggiore stabilità ai mercati”.

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