In difesa dei parchi nazionali venerdi sit-in al Ministero dell’Ambiente

Il popolo dei parchi scende in piazza venerdi 23 luglio, dalle 11, per manifestare contro la manovra finanziaria, già approvata in Senato da pochi giorni e ora all’esame della Camera. Questa prevede, tra l’altro, il dimezzamento dei finanziamenti alle aree potette nazionali. Una scure che si abbatte sul sistema già fragile dei Parchi, causandone la totale paralisi o la chiusura della metà di essi. Un gravissimo colpo alla natura e al turismo d’Italia: fauna, paesaggio, fiumi, boschi e coste negli ultimi 24 paradisi naturali (si pensi a Gran Paradiso, Stelvio, Dolomiti Bellunesi, Foreste Casentinesi, Arcipelago Toscano, Sibillini, Gran Sasso, Abruzzo, Circeo, Cilento, Vesuvio, Gargano e molti altri) saranno di nuovo oggetto di speculazione e sfruttamento indiscriminato. Saranno cancellate anche le politiche ambientali richieste dall’Unione Europea. E ciò, proprio nell’Anno Internazionale della Biodiversità, quando la Strategia Nazionale riconosce il ruolo strategico dei parchi e la necessità di rafforzarli. Tutte le aree protette nazionali, pari a circa il 5% del territorio nazionale, costano oggi 50 milioni di euro, appena un caffè all’anno per ogni italiano. Ma, evidentemente, l’ambiente, la biodiversità e lo sviluppo sostenibile, temi strategici a livello mondiale, non valgono neppure questo caffè!
Per il 23 luglio le associazioni che rappresentano il mondo dei parchi (direttori, dipendenti, guide, guardia parco, educatori ambientali) e quelle ambientaliste hanno organizzato un sit-in al Ministero dell’Ambiente, per dire no a un taglio irrazionale e ai continui attacchi che indeboliscono e screditano istituzioni necessarie e strategiche quali i parchi.
Lo “Scrigno dei tesori naturali d’Italia”, che i Parchi non sono più in grado di custodire per le future generazioni, verrà simbolicamente riconsegnato al ministro Prestigiacomo, chiedendo:
1) che vi sia un effettivo e definitivo (e non solo sulla carta) riconoscimento delle Aree protette quali strumenti fondamentali e irrinunciabili nelle politiche ambientali,
2) che le aree protette nazionali vengano escluse dal dimezzamento dei contributi ordinari previsto dall’art. 7 comma 24 della manovra economica (D.L. 78/20010) e vengano messi nella condizione di operare per il raggiungimento degli obiettivi strategici e nazionali e comunitari.
Possono e sono invitati a partecipare tutti, per la difesa dell’Ambiente e dei Parchi.

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