In Europa e in Italia acque sempre più pulite

In Europa mari sempre più blu, ma anche sempre più sicuri, se si considera che “meno del 2% delle acque di balneazione non è ancora conforme ai criteri obbligatori fissati dall’Europa. L’Italia non è da meno, grazie ad un balzo in avanti che gli permette di recuperare in qualità – rispetto agli stessi parametri applicati dagli altri partner europei – sia le acque delle sue coste, che quelle interne, di fiumi e laghi, posizionandosi per qualità della acque all’undicesimo posto tra i Paesi della grande Europa, prima di Spagna e Finlandia e sopra la media europea. Insomma, buone notizie per chi progetta una vacanza ‘tutta spiaggia’ in Europa, ed in particolare in Italia, secondo il rapporto sulla situazione di 22mila siti di balneazione europei elaborato dall’Agenzia Ue per l’ambiente e dalla Commissione europea. Dal rapporto si scopre anche che non incontreranno problemi di sicurezza gli atleti delle Olimpiadi di Londra 2012, in quanto il ‘Serpentine Lake’, il lago che ospiterà diverse gare, é compreso nel 92,1% delle acque di balneazione Ue che soddisfano attualmente gli standard minimi di qualità. Per quanto riguarda l’Italia, il rapporto Ue promuove il 91,9% delle acque costiere che nel 2011 rispettavano gli standard obbligatori fissati dall’Europa, registrando un aumento del 6,6% rispetto all’anno precedente”. Non solo. La fotografia delle coste mostra che i siti balneari “di eccellente qualità sono passati in un anno dal 77,2% all’83%”. Certo si deve ancora migliorare, rispetto ai 133 siti balneari chiusi, o ancora i 242 che hanno presentato un numero insufficiente di campioni. Sempre più puliti in Italia anche fiumi e laghi: nell’85,8% gli standard obbligatori europei sono stati rispettati con un aumento del 13,1% rispetto al 2010. Ma ancora più positivi, i risultati del rapporto sulle acque dolci di eccellente qualità: in un solo anno sono saliti “dal 58,4% al 77,1%”. Questi risultati fanno dire al direttore esecutivo dell’Agenzia europea per l’ambiente, Jacqueline McGlade, contattata dall’Ansa: “il rapporto di quest’anno dimostra che le autorità italiane stanno lavorando bene per assicurare al Paese acque pulite e sicure”. Certo – ammette McGlade – “c’é ancora da lavorare, soprattutto con particolare attenzione al cambiamento climatico che, in tutta Europa sta già mettendo le nostre risorse idriche sotto grande stress”. Concorda il commissario all’ambiente Janez Potocnik, per cui “bisogna continuare a lavorare per garantire che le nostre acque siano di qualità adeguata per tutti gli usi legittimi: dalla balneazione all’acqua da bere”. (ANSA).

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