In Francia baguette in crisi. I giovani preferiscono la pasta

baguetteLa ‘baguette’ non è più il pane quotidiano dei francesi: negli ultimi dieci anni sono diminuite drasticamente le vendite del tipico filoncino simbolo di Parigi e della Francia spodestato da cereali e pasta. E a mangiarlo due volte al giorno è ormai solo il 50% della popolazione, in gran parte anziana. Secondo l’Osservatorio del pane, all’inizio del 1900 si consumavano quotidianamente 900 grammi di pane per persona, mentre nel 2003 si è scesi a 143 grammi e nel 2010 a solo 129 grammi, l’equivalente di mezza baguette. Un recente studio fa notare che i ragazzi di età compresa tra i 20 e i 24 anni mangiano il 46% di pane in meno delle persone che hanno più di 65 anni. Anche i panettieri lamentano la crisi: “I clienti sono sempre meno – dice Jasmine che da 15 anni gestisce una ‘boulangerie’ nel XX/o arrondissement di Parigi -. Non ci sono più le lunghe file di un tempo davanti alla mia bottega la domenica mattina”. Per contrastare questa tendenza l’osservatorio ha lanciato oggi una campagna, con manifesti appesi nelle metropolitane e nelle strade delle principali città, dal titolo ‘Hey, hai comprato il pane?’. “La baguette soffre della diffusione dei prodotti concorrenti – spiega Valerie Mousques-Cami, responsabile della comunicazione dell’Osservatorio del pane -: i cereali a colazione, i biscotti a merenda e la pasta o il riso durante i pasti”. “Gli stili di vita cambiano – osserva anche Pascale Hebel del Centro di ricerca per lo studio dei consumi alimentari (Credoc) -. Sempre più francesi, in particolare i giovani adulti, saltano la colazione che è il pasto in cui di solito si consuma più pane”. Inoltre, prosegue la Hebel, negli ultimi dieci anni i menù si sono semplificati a antipasto, piatto principale e dessert: il pane non è più necessario per accompagnare i pasti. Per il giornalista Serge July, uno dei fondatori del quotidiano Liberation, il pane è un alimento centrale nell’alimentazione dei francesi da secoli, carico di storia e importanza sociale e politica: “Per il prezzo della baguette i francesi hanno fatto rivoluzioni – dice -. La baguette quotidiana resta lo strumento di misura del consumo medio di una famiglia”. Per fare tornare la ‘baguette’ alla moda i ‘boulanger’ cercano di reinventarla: più croccante (‘tradition’), biologica, alle olive, al basilico, all’aglio e persino al curry. E di mantenerne un prezzo abbordabile, intorno agli 86 centesimi (anche se nel 2007 era stata contagiata dall’aumento del costo del grano raggiungendo quasi un euro). Tutto per non tradire il cliché che vuole il parigino a passeggio con la sua ‘baguette’ sotto il braccio.(ANSA)

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