In Italia gli “Steve Jobs” opereranno nell’agroalimentare

La crescita avverrà a colpi di olio, pasta, pesce, vino e verdura , come dire “fuori dalla crisi con la tripla A della “Dieta Med-italiana” . Il rinascimento agroalimentare italiano e’ un marchio giovane per rilanciare il meridione e l’Italia intera . Era stato anticipato una settimana fa e ora ecco l’annuncio ufficiale, parte da un gruppo di giovani pugliesi e sembrano avere le idee chiare: il futuro del meridione e dell’Italia intera passa attraverso il rinascimento agroalimentare con una idea da vera tripla A, anzi … agricoltura, alimentazione, ambiente e accoglienza turistica. Non saranno quindi la finanza, le borse o i rating che permetteranno la ripresa del Bel Paese ma l’economia vera, quella fatta dal lavoro e dalle persone, nelle piccole, medie e grandi imprese e, nel pensiero degli ideatori, soprattutto in quel settore chiave che più e meglio caratterizza il nostro “stivale”: i prodotti della terra, della pesca e l’Italian cuisine style. Come dire, la battaglia sarà vinta a colpi di olio, pasta, pesce, vino, legumi, verdura, primi e secondi e la parola magica è “Dieta Mediterranea Italiana” ribattezzata nel nuovo marchio appena registrato “Dieta Med-italiana“ (in inglese Med-italian Diet).Il marchio è accompagnato da un logo identificativo che simboleggia il busto di un uomo con le braccia sollevate (in segno di ottima salute) il quale ha, al posto delle mani, un cucchiaio ed una forchetta e, al posto della testa,
un calice di vino. Il tutto naturalmente in tricolore.
L’obiettivo del progetto è semplice mentre il raggiungimento dello stesso lo è un po’ meno: far comprendere ad inglesi, americani, canadesi e al resto del mondo (…e anche a noi stessi) che la Dieta Mediterranea italiana è in
assoluto il regime alimentare più indicato per nutrirsi in maniera sana, per prevenire e combattere malattie importanti (ipertensione, arteriosclerosi, diabete, malattie cardiovascolari, obesità, …), per mangiare bene senza rinunciare al gusto e, infine ma non meno importante, per raggiungere la sospirata sostenibilità ambientale.
Se questo obiettivo fosse raggiunto, si otterrebbero risultati importanti, tra cui:
1) si incrementerebbe la domanda commerciale dei nostri prodotti
naturali (ortaggi, cereali, legumi, frutta, pesce) e dei loro derivati
(olio, vino, pasta, pane, latticini);
2) aumenterebbe ulteriormente e notevolmente l’interesse per la nostra
cucina con la conseguente voglia e necessità di degustarne la bontà e
impararne i segreti;
3) il Paese si distinguerebbe per aver realizzato e messo in pratica un
ottimo esempio di agricoltura e di regime alimentare sostenibili;
4) si otterrebbe un conseguente e benefico incremento del turismo
agro-eno-gastronomico, soprattutto destagionalizzato;
5) tutti i precedenti punti, insieme, porterebbero ad una crescita
dell’occupazione e, cosa più importante, alla agognata possibilità di
offrire un futuro lavoro ai giovani;
Per raggiungere l’obiettivo si terrà conto innanzitutto di alcuni fattori
contingenti particolarmente favorevoli. Primo fra tutti si farà leva sulla
dichiarata voglia e necessità espressa in alcuni Paesi (USA in testa) di
modificare radicalmente le abitudini alimentari dei propri cittadini,
preferendo sistemi nutrizionali che utilizzano meno grassi saturi. In
secondo luogo si approfitterà sia del recente titolo di “patrimonio
immateriale dell’umanità” attribuito alla Dieta Mediterranea dall’Unesco,
sia degli innumerevoli risultati ottenuti nelle ricerche scientifiche
effettuate da istituti specialistici e universitari che decretano e
confermano gli indiscussi benefici per la salute del regime alimentare
mediterraneo.
Gli strumenti di attuazione, come si può ben immaginare, saranno molteplici
e diversificati, dall’organizzazione di eventi specifici in loco alla
partecipazione ai maggiori congressi e saloni internazionali del settore,
dalla pubblicazione e diffusione di siti web e blog multilingue all’uso
approfondito e sapiente di tutti gli strumenti offerti dal moderno web
marketing.
Ed ecco allora che si comprende come è che gli ideatori del progetto
rivolgono un accorato appello alle istituzioni, alle organizzazioni di
categoria, ai media e alle aziende del comparto agroalimentare: «Dateci
credito, ascoltateci e supportateci, sia con sostegni immateriali che con
contributi reali, potremmo divenire gli “Steve Jobs” italiani. Se in America
i giovani hanno brillato e aiutato l’economia nazionale soprattutto nel
settore della tecnologia, in Italia probabilmente potremmo farcela con un
ritorno al futuro, nell’agricoltura e nell’alimentazione, nel pieno rispetto
dell’ambiente».
La “Dieta Med-italiana” è un progetto dei giovani dell’Istituto Tecnico Economico “Costa” di Lecce.

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