In Salento le pale eoliche fanno strage di rapaci

“E’ un’ecatombe di rapaci!” Si fermino le pale dell’ impianto eolico di Carpignano Salentino (Lecce).
La denuncia giunge dallo stesso Assessore alle Politiche Energetiche, all’ Agricoltura e alla Sostenibilità del Comune di Carpignano Salentino, Leonardo Mangia, preoccupato per la notevole presenza di rapaci che volano, in questi giorni, nell’area dell’impianto di mega torri eoliche, esistente nel feudo del Comune, e pur con le pale in pericolosa rotazione. Una preoccupazione ben fondata, anche alla luce del triste avvenimento, oggi reso pubblico, avvenuto alcuni mesi or sono, che ha visto una Poiana venire ferita a morte dalle mega pale d’acciaio delle torri eoliche proprio dell’impianto carpignanese.
«Quella Poiana l’ho vista svolazzare giocosa tra le pale rotanti, incurante delle stesse, – racconta il neo assessore – finché non ne è stata colpita terribilmente, precipitando al suolo. Raccoltala l’ho portata personalmente al centro recupero e cura per animali selvatici presso il Museo di Storia Naturale di Calimera (Le). Era ancora viva, ma dopo una radiografia, la gravità ed estensione delle lesioni in tutto il corpo si è rivelata tale che i veterinari hanno ritenuto necessario sopprimere il povero animale, per evitare il protrarsi dell’agonia. In questi giorni che tensione osservare diversi sparvieri ed altri falchi, sfrecciare inconsapevoli a rischio della vita, più e più volte, tra le pale rotanti. Sono tanti gli uccelli che muoiono contro quelle pale, – aggiunge – e chissà quante carcasse sono fatte sparire dai cani randagi!». Il tragico episodio della povera poiana è stato osservato in diretta dallo stesso assessore. Se si tiene conto che l’osservazione delle torri e del cielo è un evento casuale e che le pale ruotano quasi 24 ore su 24, si comprende come il numero degli animali abbattuti da questo impianto, di ben 7 mega torri eoliche alte tra 100 e 150 m, sia ben maggiore, e spazi dai rapaci a tutte le altre specie di uccelli, fino ai chirotteri. Si aggiunga che l’impianto sorge proprio in vicinanza del Canale d’Otranto, luogo di passo migratorio di rilevanza internazionale, e i cieli di Carpignano, anche nella stessa zona dove ruotano le mastodontiche pale, sono notoriamente interessati dalla presenza di molteplici specie di uccelli; uccelli che le torri rotanti paiono quasi tragicamente attrarre a loro, anziché tenere a debita distanza di sicurezza!
Le associazioni ambientaliste allertate dell’accaduto stanno scrivendo una lettera al Ministero dell’Ambiente, e per conoscenza alla Regione Puglia, alla Polizia Provinciale, al NOE e al Corpo Forestale dello Stato, perché siano presi subito seri provvedimenti preventivi su questo impianto, al fine di sospenderne con urgenza l’attività per evitare altre perdite così gravi per il patrimonio avifaunistico internazionale.
Gli uccelli sono beni pubblici nazionali ed internazionali! Un cacciatore in regola ma che dovesse abbattere, pur nella stagione venatoria, una poiana, rischia anche la galera, oltre che multe salatissime e la sospensione del porto d’armi; queste torri eoliche sono cacciatori con il fucile pronto a sparare 24 ore su 24 e per tutto l’anno! Hanno forse tacita licenza di uccidere qualsiasi cosa sia dotata di ali?! No certo!
La truffa del mega eolico in Italia e gli immensi danni che comporta e che offendono il buon nome delle rinnovabili (quelle vere dei piccoli impianti sui tetti, salva-pianeta davvero), deve fare riflettere in generale; qui poi il danno intollerabile all’avifauna deve spingere ad urgenti interventi, che passano dalla sospensione dell’attività delle torri esistenti e operanti già da diversi mesi nel Salento, e dal divieto urgente di erezione di altre torri, come quelle pazzesche, solo ad esempio, previste nel bel mezzo del Canale d’Otranto a largo di Tricase, o nel Parco naturale dei Paduli (a partire da quelle di Nociglia), fino a quelle sulla Collina dei Fanciulli e delle Ninfe, o quelle previste a Vernole-Castrì e a Lecce-Rauccio, rispettivamente vicino alle oasi naturali protette delle Cesine e di Rauccio!
Il Salento è per la sua posizione e conformazione crocevia importantissimo per rotte migratorie internazionali; non a caso fu individuata nel Salento, durante la Conferenza Internazionale di Ramsar in Iran del 1971, sottoscritta anche dall’Italia, un’area, fu scelta l’Oasi delle Cesine, da proteggere come luogo di sosta per l’avifauna migratoria; il danno che il mega eolico causa nel Salento si riverbera pertanto sulle popolazioni di uccelli dell’intera Europa e non solo; vietare in tutto il Salento la produzione di energia eolica con mega-aerogeneratori, o comunque con torri tali da avere un evidente impatto mortale sui volatili, è un dovere nei confronti della Comunità Internazionale e dell’ intero Pianeta!
Si deve dichiarare il Salento, anche per la sua diffusa valenza paesaggistica, “No Wind Turbine Zone” cioè “area interdetta all’erezione di turbine eoliche impattanti”!

3 Commenti in “In Salento le pale eoliche fanno strage di rapaci”

  • Domenico scritto il 11 aprile 2011 pmlunedìMondayEurope/Rome 23:32

    Ma è vero che devono sorgere delle pale eoliche anche nel Comune di Calimera?

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