In Spagna produzione suinicola in aumento

“Biosicurezza e salute animale. Le nuove frontiere della prevenzione in suinicoltura” è il tema della Giornata della Suinicoltura che si terrà a Montichiari (BS) il 26 maggio prossimo e che vedrà tra gli ospiti della tavola rotonda Carlos Piñeiro, medico veterinario spagnolo che fornirà il quadro della situazione esistente nel suo Paese in materia di biosicurezza e prevenzione delle malattie che si possono manifestare in porcilaia.

Dopo la crisi che nel 2008 aveva determinato  il crollo dei consumi nazionali di carne suina, la Spagna ha saputo   rialzarsi e in pochi anni ha impresso al settore un deciso cambiamento puntando molto sull’export, che inizialmente si è orientato verso la Russia; con l’embargo però, la Cina è diventato il Paese più attrattivo. La produzione spagnola ha iniziato ad aumentare e con essa il numero di scrofe allevate. Solo nel 2015 l’export verso i Paesi terzi ha registrato un incremento del 20% rispetto all’anno precedente e la tendenza per i prossimi 5-10 anni, secondo gli analisti, non cambierà e continuerà a puntare molto sull’export che attualmente, rispetto agli anni Duemila quando i Paesi importatori di carne suina spagnola si contavano sulle dita di una mano, è indirizzato verso oltre un centinaio di Stati.
Un contesto  in cui la biosicurezza e la prevenzione diventano ancor più fondamentali. “Certo – dichiara Carlos Piñeiro – da un punto di vista generale la situazione negli allevamenti spagnoli è buona. Gli allevatori hanno ben presente quanto questi due aspetti siano importanti e si muovono di conseguenza per evitare negative ripercussioni economiche aziendali che determinerebbero ricadute davvero disastrose per l’export. 

Ovviamente margini di miglioramento esistono sempre, ma posso affermare che riguardo la malattia di Aujeszky siamo ormai vicini all’eradicazione definitiva e le patologie legate all’apparato respiratorio come la Prrs sono abbastanza sotto controllo.  La Spagna sta investendo molto sulla formazione degli allevatori perché ritiene sia un elemento fondamentale e in questa direzione si lavora incessantemente sulla biosicurezza che, se ben applicata, è in grado di contrastare efficacemente la diffusione di agenti patogeni in azienda, al pari degli interventi e delle precauzioni da adottare nella fase di movimentazione degli animali. Il grande impulso all’export che la suinicoltura spagnola ha impresso in questi ultimi anni ha messo al centro delle preoccupazioni proprio l’aspetto sanitario dei suini allevati. Non tutti i Paesi importatori hanno le medesime regole e impongono il rispetto delle stesse normative. Questo ha spinto la Spagna ad adottare un sistema produttivo con un controllo sanitario totale in grado di rispettare le normative dei diversi Stati importatori. È uno sforzo notevole – conclude Piñeiro – ma è ineludibile se vogliamo mantenere la leadership raggiunta proprio in questi anni che ci pone in cima all’elenco dei Paesi produttori europei di carne suina superando la Germania e vantando importanti quote di mercato in Cina, Giappone e Corea del Sud”.

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