In Veneto ottima vendemmia per i rossi tardivi


“Il freddo autunnale di questi ultimi giorni ha dato una spinta all’eccellenza ai vini rossi le cui uve sono ancora nelle vigne”. E’ soddisfatto l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato per i buoni auspici con i quali si e’ svolta finora la vendemmia sul territorio regionale e “per quelli ottimi che riguardano le uve rosse ancora da vendemmiare, come il Raboso e il Friularo. In questi giorni si stanno vendemmiando le uve a maturazione tardiva, le cui operazioni si concluderanno entro ottobre, che, pur in anticipo rispetto agli altri anni, hanno potuto usufruire del calo termico dei giorni scorsi”.
L’andamento climatico dell’annata 2011 e’ stato nel complesso altalenante, con sbalzi di temperatura e piovosita’ durante quasi tutta la stagione vegetativa. Le operazioni di raccolta sono iniziate il 16 agosto per le uve precoci, a causa dell’anticipo del ciclo vegetativo di circa 7 giorni rispetto alla media. Il gran caldo registrato nella seconda meta’ di agosto ha invece creato sovente delle condizioni di stress per i vigneti rallentando la maturazione e determinando una conclusione delle operazioni di vendemmia in date piu’ vicine alla consuetudine.
“Ancora una volta la vite si e’ dimostrata una pianta ad altissima capacita’ di adattamento ai cambiamenti climatici – ha sottolineato l’assessore Manzato – ben assecondata dalla professionalita’ tecnico-agronomica dei nostri viticoltori”.
Nel complesso la quantita’ raccolta quest’anno non dovrebbe molto essere dissimile da quella ottenuta nel 2010, che si era attestata su 11 milioni di quintali, pari a 8,3 milioni di ettolitri di vino prodotto, con qualche variabilita’, in piu’ e in meno, tra le diverse aree di produzione”.
Dal punto di vista qualitativo, “i bianchi hanno sofferto particolarmente il caldo di agosto, che ha causato la riduzione dei valori acidici e l’appiattimento della complessita’ aromatica, mentre per i rossi il 2011 potrebbe rivelarsi una grande annata, avendo portato a termine la maturazione tecnologica e fenolica con valori zuccherini eccezionali.
Straordinario anche lo stato sanitario delle uve, probabilmente dovuto a un maggiore ispessimento della buccia, e cio’ ha consentito di ottimizzare l’epoca di raccolta di molte varieta’”.
Per quanto riguarda l’andamento commerciale, la vendemmia 2011 continua il trend positivo riscontrato lo scorso anno, dopo 3 annate consecutive (dal 2007 al 2009) di ribassi generalizzati che avevano messo a dura prova la redditivita’ di molte aziende vinicole. I dati desunti dalle borse merci delle Camere di commercio di Treviso, Verona, Padova e Venezia, mostrano incrementi positivi per tutte le aree di produzione e per tutte le tipologie di uve.
Complessivamente si osserva in Veneto un aumento del prezzo medio delle uve del 28% rispetto al 2010, ma gli incrementi per alcune varieta’ superano il 30-40%. In provincia di Treviso l’aumento del prezzo medio e’ pari al 14%, con buoni risultati anche per il Prosecco (+23% per il DOC e +21% per il DOCG), mentre in provincia di Venezia il recupero rispetto alla flessione degli scorsi anni e’ piu’ evidente: si registra mediamente un +48% con incrementi interessanti anche per le uve a bacca rossa.
Innanzitutto hanno inciso alcune flessioni produttive, soprattutto nella prima parte della vendemmia, ma potrebbe essere stata determinante anche la corretta gestione delle giacenze attuata da Consorzi e Cooperative. Il governo della base produttiva, e quindi delle quantita’ di vino da immettere sul mercato, si e’ pertanto rivelato uno strumento fondamentale per poter assicurare ai produttori quotazioni adeguate durante la vendemmia. Il governo del territorio vitato e’ uno dei fattori che hanno determinato il successo della vitivinicoltura veneta, che nell’ultimo quarto di secolo ha fatto un balzo di qualita’ e di apprezzamento senza precedenti e senza paragoni.
A questo hanno contribuito i massicci investimenti realizzati in campagna e in cantina, l’incessante ricerca al miglioramento della qualita’ dei prodotti, le dinamiche aggregative tra strutture produttive e commerciali, le politiche di marchio tese all’identita’ e alla riconoscibilita’, nonche’ la crescente penetrazione del vino veneto sui mercati internazionali sulla scia del made in Italy.(AGI)

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