Inaugurata nel Po la scala di risalita per gli storioni

Gli storioni tornano a popolare il fiume Po, e con essi le altre specie ittiche come la cheppia e l’anguilla che per vivere e riprodursi hanno bisogno di spostarsi dal mare ai fiumi e viceversa.
Il merito è della scala di risalita realizzata  nell’ambito del progetto europeo “Life Con-flu-po” (Connettività fluviale fiume Po), che ha permesso di superare  la barriera rappresentata per oltre 50 anni dalla Diga di Isola Serafini e della sua centrale idroelettrica, nel tratto tra Piacenza e Cremona, lunga la sponda emiliana del grande Fiume.  Un vero e proprio corridoio ecologico  con vasche ampie cinque metri a fare da gradino, che è stato inaugurato oggi a  Monticelli d’Ongina (Pc) dai partner del progetto, Regioni Emilia-Romagna e Lombardia in testa.

“Si tratta – ha sottolineato l’assessore regionale all’Agricoltura dell’Emilia-Romagna Simona Caselli –  dell’impianto più grande con queste caratteristiche in Italia e uno dei più importanti d’Europa, che mette in collegamento attraverso il Po, il mare Adriatico e il lago di Lugano.  La sua valenza ecologica è enorme e i test realizzati in questi giorni dimostrano che l’impianto funziona alla perfezione con benefici già evidenti. Si tratta di un ulteriore passo in avanti per la valorizzazione del fiume più lungo d’Italia, a vantaggio di  tutti i territori rivieraschi da Piacenza a Ferrara. Penso, oltre agli aspetti ambientali, anche alle attività ricreative e turistiche e naturalmente alla pesca, che grazie all’accordo sottoscritto insieme a Lombardia e Veneto potrà contare finalmente su regole comuni e condivise  al di là dei confini amministrativi.”

Dal mare Adriatico  attraverso il fiume Po per arrivare al  fiume Ticino e al lago di Lugano. Un viaggio lungo 580 chilometri che per secoli i pesci migratori, storioni in testa, hanno compiuto stagione dopo stagione. Ora questo viaggio potrà ricominciare, passando attraverso 33 aree riconosciute dall’Ue come siti di importanza comunitaria per il loro valore ambientale.

“Con questo intervento ripristiniamo la situazione precedente alla realizzazione della centrale di Isola Serafini – ha spiegato Caselli – in questi anni gli effetti in particolare sulla fauna ittica sono stati pesanti. Ora avvieremo un azione di monitoraggio in particolare nell’area del Delta per  verificare il ripopolamento e  gli effetti sull’ecosistema, mentre metteremo in campo un pacchetto di azioni  – dalle visite guidate all’attività didattica – per  coinvolgere la popolazione a partire dai giovani”.

Il progetto Life Conflupo è costato 7 milioni di euro, di cui quasi il 50% dall’Ue. La Regione Emilia-Romagna ha messo a disposizione  oltre 2 milioni attraverso Aipo (l’Agenzia interregionale per il fiume Po) per gli interventi infrastrutturali. Questi si sono tradotti  in particolare nella realizzazione  della scala di risalita che ora permette di superare i quasi dieci metri di dislivello  della diga di Isola Serafini. Coordinato dalla Regione Lombardia,  il progetto  ha avuto come partner attuatori anche l’Agenzia interregionale e l’Autorità di bacino del Po, il Consorzio parco Lombardo della Valle del Ticino, le Province di Piacenza e di Rovigo, la società di gestione ambientale Graia ed Enel Green Power.

L’accordo per una gestione unitaria del fiume Po La realizzazione  della scala di risalita di Isola Serafini si
inserisce in un impegno più generale  a favore del Po,  che vede affiancate oltre alle Regioni Emilia-Romagna e Lombardia anche Veneto e Piemonte, grazie all’Accordo per  una gestione unitaria, che è stato sottoscritto nel 2016 e che ora è in corso di recepimento nei singoli ordinamenti. Una collaborazione sui temi della pesca sostenibile, della lotta al bracconaggio, della valorizzazione della fauna ittica, del turismo fluviale.

Tags: ,

Un Commento in “Inaugurata nel Po la scala di risalita per gli storioni”

  • Paolo Solci scritto il 21 marzo 2017 pmmartedìTuesdayEurope/Rome 17:54

    Le scale di risalita realizzate presentano lacune evidenti sia per quanto riguarda la risalita degli storioni nel periodo riproduttivo, sia per quanto riguarda il loro ritorno al mare. Il dislivello di 25cm fra le vasche successive è troppo alto e produce una corrente troppo forte per la risalita dello storione cobice. Le dimensioni delle vasche ed i passaggi laterali sono troppo piccoli per permettere il passaggio dello storione ladano fin dalla prima riproduzione (m2x100kg di peso).La mancanza di una barriera elettrificata posta a fronte della centrale idroelettrica, non impedisce né agli storioni nati, né alle anguille in migrazione verso l’ Adriatico di finire nelle turbine. Questo per citare soltanto alcune delle criticità di un’ opera costata 7 milioni di Euro.

Scrivi un commento

Utilizza gravatar per personalizzare la tua immagine

Copyright © 2009 Con I Piedi Per Terra . All rights reserved.
Copyright © GTV s.r.l.
Sede legale V.Bonazzi, 51 - 40013 Castelmaggiore (Bo) - Sede opertiva v. L.Manara, 6 - 40128 Bologna
tel: 051 63236 - fax 051 6323602 - fax redazione 051 6323609
P. Iva 01607481205 - C.F 01161880388 - R.E.A. 347487 - R.I.BO 01161880388 - C.S. € 1.550.000,00 Vers. € 1.445.375,00
Concessionaria per la Pubblicità Publivideo2 Srl.