Inaugurato a Mancasale il primo impianto regionale per il riuso delle acque reflue urbane

acqua fioreTaglio del nastro oggi a Mancasale (Reggio Emilia) per la
prima linea di trattamento dedicata al riutilizzo delle acque reflue
urbane a fini irrigui in Emilia-Romagna, che da oggi sarà in grado di
rendere disponibili annualmente per i cittadini 5 milioni di metri cubi
d’acqua di ottima qualità. Si tratta anche del primo impianto di questa
tipologia e dimensione che viene realizzato in Italia.
Il controllo dell’efficacia della nuova linea di trattamento delle
acque sarà effettuato da Regione, Provincia di Reggio Emilia, Consorzio
di bonifica dell’Emilia centrale, ATERSIR e IREN, che hanno
sottoscritto a tale scopo un apposito Accordo di programma.
“Quello di oggi è un importante traguardo per la nostra Regione in
quanto interventi di questo tipo ci consentono di trovare soluzione a
due problemi contemporaneamente: migliorare la qualità dei nostri corsi
d’acqua e trovare fonti alternative di approvvigionamento idrico a
sostegno dell’agricoltura – ha spiegato l’assessore regionale
all’Ambiente Paola Gazzolo – obiettivo quest’ultimo che per noi sta
diventando sempre più importante visto che le emergenze idriche, come
quella che stiamo affrontando in questi giorni, continuano a ripetersi
con sempre maggiore frequenza a causa dei cambiamenti climatici in
corso”.
Supera il miliardo e mezzo di metri cubi la quantità d’acqua che ogni
anno si stima venga consumata in Emilia-Romagna, con una forte
preponderanza delle necessità connesse agli usi irrigui, circa il 57%
del totale. Per far fronte a questa esigenza vengono complessivamente
prelevati oltre 2 miliardi di metri cubi d’acqua, il 68% da quelle
superficiali (quasi un miliardo dal Po e 420 milioni dai corsi d’acqua
appenninici), il rimanente 32% dalle falde. Un prelievo che,
soprattutto nel periodo estivo, spesso contribuisce a un depauperamento
della qualità dei fiumi perché va a ridurre le già scarse portate
transitanti negli alvei.
Per far fronte a questo problema, il Piano regionale di tutela delle
acque individua nel riutilizzo delle acque reflue provenienti dai
grandi impianti di depurazione una delle misure utili non solo al
miglioramento dello stato qualitativo dei corpi idrici regionali, in
virtù dei minori apporti di sostanze inquinanti e dei minori prelievi
che si vengono a determinare, ma anche come una delle misure utili a
garantire una maggior disponibilità di risorsa da destinare ai diversi
usi in generale e all’agricoltura in particolare.
Quello inaugurato oggi in provincia di Reggio Emilia, in gestione IREN
e con la collaborazione del Consorzio di bonifica dell’Emilia Centrale,
è il primo impianto in Regione a raggiungere quest’obiettivo.

Caratteristiche tecniche dell’impianto
L’opera è costata 2 milioni e 540 mila euro ed è stata finanziata
dall’ex Agenzia di ambito di Reggio Emilia (ora ATERSIR) e dalla
Regione, che per questa ha stanziato quasi 1 milione e mezzo di euro.
Il comprensorio irriguo individuato per la distribuzione potenziale
delle acque reflue affinate è localizzato nell’area nord-ovest di
Reggio Emilia e si estende su circa 2.000 ettari di terreni destinati
alla coltivazione di diverse varietà colturali pregiate.
Un lungo e complesso lavoro di ricerca iniziato nel 2009 ha preso in
esame la matrice d’acqua da trattare, i costi di investimento, le
caratteristiche di conduzione e manutenzione, individuando come
soluzione tecnologica più adatta quella a “Filtrazione rapida
multistrato + Trattamento combinato H202/UV”: un processo relativamente
semplice, con costi di investimento e gestione contenuti, molto
versatile e in grado di adeguarsi alle diverse vocazioni dell’impianto.
L’impianto consente il trattamento di una portata d’acqua di 1.680
m3/h, per un volume giornaliero di 40.320 m3/g, pari ad un apporto
durante la stagione irrigua di 4.834.400 m3,con un costo di gestione e
di investimento di 0,037 euro al metro cubo.
Per valutare gli impatti agronomici della struttura di Mancasale nel
2011 il gruppo IREN, assieme ad altri partner portatori di interesse
(Consorzio di bonifica dell’Emilia centrale, Centro Ricerche Produzioni
Animali, Autorità di bacino per il fiume Po), ha elaborato un progetto
“Life” sul reimpiego ad uso irriguo delle acque reflue depurate
(ReQpro), che ha ottenuto l’approvazione della Commissione europea.
L’obiettivo è quello di implementare un modello che consenta di
verificare la qualità dell’effluente in uscita dall’impianto,
attraverso una valutazione concreta degli effetti irrigui sulle aziende
agricole prese a campione, sia sul suolo sia sulle colture.

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