Incendi: Coldiretti, a rischio 300mila ettari di bosco abbandonati

Sono alla merce dei piromani circa 300mila ettari di bosco che sono stati abbandonati per effetto della chiusura delle aziende e si trovano ora senza la presenza di un agricoltore che possa svolgere attività di custodia, di valorizzazione, di protezione e di sorveglianza. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che sulla base dei dati Istat negli ultimi 20 anni si e’ dimezzata la superficie di bosco di proprietà delle aziende agricole. L’andamento dei prezzi delle materie prime agricole sta provocando – sostiene Coldiretti – effetti sui mercati internazionali dove con i rincari si prospetta una ripresa dell’inflazione, ma e’ allarme anche per il commercio internazionale con il rischio di mancata consegna delle forniture con effetti drammatici – afferma la Coldiretti – sul piano della disponibilità di cibo nei paesi poveri e della sicurezza sociale in paesi come la Libia o l’Egitto che sono forti importatori di grano e si teme il ritorno della guerra del pane. L’aumento dei prezzi e’ giustificato sul piano congiunturale dal clima che ha colpito con il caldo e la siccità gli Usa mentre un calo dei raccolti e’ previsto in Russia nella zona del mar Nero per le alluvioni e in Ucraina, ma in realtà a pesare sono anche i cambiamenti strutturali come ha evidenziano – precisa Coldiretti – l’ultimo rapporto Ocse-Fao secondo cui la produzione agricola deve crescere del 60 per cento nei prossimi 40 anni per far fronte all’aumento della domanda della maggiore popolazione mondiale e alla crescita dei redditi in paesi come la Cina che spinge al maggiore consumo di carne e, quindi, di mangime per gli allevamenti. “Una situazione che conferma l’importanza che l’Italia difenda e valorizzi il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile in una situazione in cui già adesso circa la meta’ dei prodotti alimentari sono importati”, sostiene il presidente della Coldiretti Sergio Marini. Il 46 per cento degli italiani e’ infatti preoccupato che la produzione di cibo non sia sufficiente a soddisfare il fabbisogno della popolazione anche per effetto del calo delle terra coltivata, secondo una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Eurobarometro del luglio 2012. Con una più corretta gestione delle foreste può essere prelevata, quasi senza alterarne la sostenibilità, una quantità di 23,7 milioni di tonnellate/anno di combustibile che riduce i consumi attuali di petrolio di ulteriori 5,4 milioni di tonnellate. Appare quindi evidente – conclude la Coldiretti – l’importanza di rilanciare la gestione dei boschi che, oltre alle valenze territoriali, sociali e paesaggistiche, potrebbe contribuire in modo decisivo anche al raggiungimento degli obiettivi del Piano d’Azione Nazionale al 2020 (secondo il quale le biomasse, tra le quali spicca il ruolo dei prodotti legnosi, dovranno coprire il 44 per cento dei consumi di fonti rinnovabili e il 58 per cento dei consumi di calore totale), fornendo biomassa ottenuta con metodi sostenibili (sia nella produzione che nel taglio) nell’ambito di una filiera sostenibile anche nelle modalità di trasformazione energetica con caldaie moderne ed efficienti. (AGI)

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