Incendi: dal Cnr un satellite contro i roghi


Si chiama Fire-Sat ed è un sistema di monitoraggio integrato che in Basilicata ha contribuito a dimezzare le aree boschive bruciate dagli incendi estivi. Il modello, utilizzato dalla Protezione civile regionale, è stato messo a punto da due ricercatori dell’Istituto di metodologie per l’analisi ambientale del Consiglio nazionale delle ricerche di Potenza (Imaa-Cnr), e è in grado di individuare le zone più a rischio valutando parametri come la temperatura, l’umidità o la secchezza della vegetazione. “Si tratta di un prototipo previsionale, un software basato sull’acquisizione dei dati satellitari resi disponibili gratuitamente dalla Nasa, che funziona come supporto alle risorse antincendio”, spiega Rosa Lasaponara del Cnr, autrice del modello assieme a Antonio Lanorte, sottolineando che questo sistema di sorveglianza aerea “abbatte i costi, limita drasticamente la necessità di lunghe e costose analisi in situ e, soprattutto, permette un pronto intervento, quando l’incendio è ancora circoscritto”. Il sistema, ora utilizzato anche in Cina e Argentina, si presta anche alla valutazione dei danni ‘post-evento’. “Il satellite, consente di ottenere mappe delle aree bruciate, di discriminare il livello di danno registrato dalla vegetazione – aggiunge Antonio Lanorte – e di stimare l’impatto sul rischio idrogeologico, che potrebbe notevolmente accentuarsi a causa delle piogge successive agli incendi, che aumentano il rischio frane”.
 

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