Inea: cresce la forbice tra i prezzi tra campo e consumo

Continua ad aumentare la forbice tra i prezzi alla produzione e quelli al consumo nel settore agricolo italiano: nel 2009, secondo dati Inea contenuti nell’Annuario sull’agricoltura italiana, il comparto primario ha registrato un aumento dell’indice dei prezzi al consumo per i beni alimentari dell’1,8% (superiore a quello generale, ma nettamente inferiore al 5,4% del 2008), a fronte di un crollo dei prezzi dei prodotti agricoli, pari al 6,4% (6,7% al netto dei contributi ai produttori). Più modesto l’aumento per i beni alimentari freschi (+1,6%) rispetto a quelli trasformati (+2,1%). Ad aumentare maggiormente la frutta (2,3%) e la verdura (2,7%), il pesce (2,3%), il pane e i cereali (2,4%). Un contesto che inevitabilmente lascia tutti scontenti: produttori, consumatori, ma anche gran parte dei commercianti. Le famiglie infatti, non potendo contenere la spesa per altri servizi (come la sanità o la casa), sono costrette a tagliare sul cibo, a scadere in qualità, a rincorrere le offerte della grande distribuzione. Per contro i commercianti, specie quelli al dettaglio, fanno fatica a sopravvivere. Nel 2009 si evince dal rapporto Inea che quasi il 36% delle famiglie ha ridotto o modificato i consumi. I consumi alimentari sono così scesi dell’1,7%, attestandosi intorno ai 135 miliardi di euro. Le vendite al dettaglio, per la prima volta dopo un decennio, hanno fatto registrare un andamento negativo di oltre mezzo punto percentuale. Solo la grande distribuzione non ha subito decrescite, ma il trend di aumento è stato inferiore rispetto agli anni precedenti. Per quanto riguarda il numero di esercizi commerciali, nel 2009 si è registrato un calo tra l’1 e il 2,5% dei negozi specializzati in generi alimentari (a seconda delle categorie). Diminuiscono invece gli ambulanti di frutta e verdura (e di alimentare in genere), mentre aumentano le imprese che praticano la vendita via internet (+16;4%) e per corrispondenza (+6,2%), specie per i prodotti ad alto valore aggiunto. Segno positivo per i mercati contadini (+10% dal 2007) e ovviamente per il discount (+9,4%), cresciuto anche in termini di superficie media dei punti vendita. Un fenomeno in evidente espansione è quello dei prodotti marchiati dalla catena distributiva: si tratta di prodotti “della casa”, che costano di meno e che vengono proposti periodicamente in offerta (non a caso i supermercati hanno aumentato del 13% la pubblicità). Aumenta infine l’acquisto last minute al mercato (dove i prodotti vengono svenduti prima di chiusura). Fin qui l’immagine di un Paese che fatica a mantenere livelli di benessere acquisiti. Ma non è tutto: dall’analisi sulla distribuzione e consumi emerge anche un’altra Italia. Nel 2009 infatti hanno fatto registrare ottime performance tutti quei prodotti tendenzialmente di nicchia come cibi funzionali (+4,4%), biologici, prodotti specifici per bambini, cibi etnici. Sono infine aumentate, specie al Nord Ovest, le enoteche. (ANSA).

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