Inflazione: Cia, a settembre inizia effetto Iva sugli alimentari


Sulla crescita dell’inflazione a settembre comincia a pesare l’aumento dell’Iva dal 20 al 21 per cento. I prezzi della benzina sono già saliti al 16,3 per cento e questo nuovo rialzo si è riversato a cascata su tutti i beni che vengono trasportati, quindi anche su quelli che mantengono l’Iva al 4 per cento, come la stragrande maggioranza dei prodotti alimentari. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando i dati diffusi dall’Istat. La conseguenza più immediata è che i listini degli alimentari hanno subito un ritocco all’insù. In particolare – osserva la Cia – i prezzi dei prodotti lavorati crescono dello 0,2 per cento sul piano congiunturale e del 3 per cento su quello annuale (con picchi del +5,4 per cento per formaggi e latticini e del +14,8 per certo per zucchero e caffé); mentre i prodotti freschi aumentano dello 0,4 per cento su base mensile e dello 0,9 per cento rispetto a settembre, con un vero “boom” per il pesce di mare e di allevamento (rispettivamente +7,1 per cento e +10,2 per cento). Ora il rischio – continua la Cia- è che la situazione peggiori nei prossimi mesi, a cominciare da ottobre, quando l’incremento dell’Iva di un punto percentuale esplicherà del tutto i suoi effetti. Un aumento che potrebbe tradursi presto in un ulteriore calo dell’1,5 per cento dei consumi alimentari, già fermi al palo da più di un anno.

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