Inflazione: in luglio cresce il costo della vita per gli italiani

Luglio è un mese caldo per il portafoglio degli italiani, l’inflazione aumenta rispetto al mese precedente, dalla benzina al gas, ma gli italiani si possono tranquillamente dedicare all’acquisto dei generi alimentari che non sembrano seguire la scia dei rispettivi colleghi di spesa.
Si impenna l’inflazione nel mese di luglio 2010, l’Istat annuncia un’accelerazione dell’1,7% dal +1,3% di giugno. L’aumento è determinato dai rialzi di benzina, gas e dei prodotti energetici in generale. L’Istat prevede una stangata da 500 euro per famiglia, ritornando ai livelli pre-crisi del 2008. Tuttavia l’accelerazione di luglio non e’ generalizzata: secondo l’Istituto di statistica i rialzi sul settore dell’energia ”spiegano i tre quarti della ripresa dell’inflazione”. Infatti, la verde e’ volata al +8,9% annuo (+0,8% su mese), il gasolio al +13,2% (-0,3% su mese). Le quotazioni dei carburanti mettono cosi’ a segno un +10,6% annuo. E a luglio non sono neanche mancati rincari per le bollette, con le tariffe del gas passate da un regime di deflazione (-4,4% di giugno) a un rialzo del 2,2% (+2,7% su mese). Più in generale, i prodotti energetici hanno visto salire i prezzi del 5,3% (+0,8% su mese). Ma l’impennata registrata dai carburanti trascina anche gli incrementi segnati dal capitolo di spesa relativo ai trasporti pubblici (+4,6% annuo, +1,2% su mese), con i biglietti aerei che schizzano in alto (+15,2% annuo, +8,2% su mese). Invece, il carrello della spesa per le famiglie risulta piu’ economico rispetto al passato. I prezzi alimentari a luglio segnano un ribasso dello 0,1% sia su base annua che su base mensile, con cali accentuati per la verdura fresca (-1,3% su mese, -1,2% su anno) e la frutta (-1,1% su mese, -6,2% su anno). Piu’ convenienti sono anche i prezzi alla produzione, secondo l’Istat a giugno il loro livello e’ sceso al 3,4% dal 3,7% di maggio. Ma il dato sui prodotti per la tavola, che la Cia spiega come la conseguenza della crollo dei prezzi sui campi, non tranquillizza affatto i consumatori, per Federconsumatori e Adusbef un tasso all’1,7% ”comporta ricadute di 510 euro annui per famiglia”, sulla stessa linea il Codacons che invita il governo a ”intervenire sui prezzi dei beni energetici”. Per i commercianti, invece, non c’e’ motivo dall’allarme, la Confcommercio fa notare come l’inflazione italiana sia pari a quella registrata oggi da Eurostat nell’Eurozona; e anche secondo Confesercenti i prezzi rimangono ”sotto controllo” almeno per il momento.

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