Inizio di luglio più caldo degli ultimi 30 anni

La prima decade di luglio ha fatto registrare una temperatura massima superiore di 1,3 gradi centigradi rispetto alla media del periodo di riferimento del trentennio 1970-2000. Lo rende noto la Coldiretti sulla base dei dati della statistica decadale Ucea relativi alla media geografica degli scarti dal clima (1971-2000) della temperatura massima giornaliera nella prima decade di luglio. La situazione piu’ difficile – sottolinea la Coldiretti – si e’ registrata nelle regioni del nordest Italia dove nello stesso periodo si sono registrati scostamenti di 3,5 gradi in piu’ rispetto alla media ed in quelle del centro ovest dove il termometro e’ risultato invece superiore di 2,6 gradi. Nonostante l’arrivo del grande caldo non c’e’ pero’ al momento – continua la Coldiretti – il rischio di siccita’ per effetto delle precipitazioni che durante la primavera sono state il 12% superiori alla media dopo un inverno che, per effetto della straordinaria caduta della pioggia e della neve, si e’ classificato al secondo posto tra i piu’ piovosi da trent’anni un inverno.
Intanto però non da’ tregua la cappa opprimente di calore che da giorni sta interessando l’Italia e, anzi, a partire da domani si registrera’ un ulteriore innalzamento delle temperature con il picco che dovrebbe essere raggiunto tra venerdi’ e sabato, quando ben 19 delle 27 citta’ italiane monitorate dal Dipartimento della Protezione Civile saranno al livello massimo di allerta per le ondate di calore. Il sistema di rilevamento del Dipartimento segnala che nella giornata di oggi sono sei le citta’ (Bolzano, Brescia, Firenze, Genova, Roma e Torino) in cui l’allarme ha raggiunto il ‘livello 3′, cioe’ il massimo, quello in cui si prevedono ”condizioni meteorologiche a rischio che persistono per tre o piu’ giorni” e nel quale e’ ”necessario adottare interventi di prevenzione mirati alla popolazione a rischio”. Domani il numero delle citta’ salira’ a nove (Bolzano, Brescia, Genova, Firenze, Milano, Perugia, Roma, Torino e Trieste) mentre venerdi’ saranno 19 le citta’ che dovranno fare i conti con le ondate di calore: Bolzano, Bologna, Brescia, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Milano, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo. A queste vanno aggiunte anche Napoli, Palermo e Pescara: si fermeranno ad un allerta di ‘livello 2’, che significa comunque ”temperature elevate e condizioni meteorologiche che possono avere effetti negativi sulla salute della popolazione a rischio”.

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