Intercettato camion con cosce di maiali olandesi scortato da coldiretti fino allo stabilimento di Castelvetro

Vengono dall’estero due prosciutti su tre venduti in Italia, ma il consumatore non lo sa.
C’è anche un camion di prosciutti provenienti dall’Olanda e destinati ad una ditta di Castelvetro (Modena) tra le “spiacevoli sorprese” scoperte dalle migliaia di allevatori e coltivatori della Coldiretti impegnati nella mobilitazione a difesa del vero Made in Italy al Brennero insieme al presidente nazionale Sergio Marini e al presidente e il direttore di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello e Gianluca Lelli.Controllato dalle forze di polizia alla presenza del ministro delle Politiche Agricole, Giancarlo Galan, e del presidente nazionale di Coldiretti, Sergio Marini, il camion è risultato carico di 215 quintali di cosce di maiale olandesi destinate ad essere lavorate in uno stabilimento italiano.
E’ la conferma, secondo Coldiretti Emilia Romagna, della necessità di tutelare l’autentico maiale italiano con l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza della carne, in modo che il consumatore sia in grado di riconoscere l’origine di ciò che acquista.
Le auto civetta di Coldiretti hanno scortato il trasporto fino allo stabilimento dove un comitato di accoglienza di alcune centinaia di produttori e una ventina di trattori, armati di vuvuzelas hanno dato ironicamente il benvenuto alle cosce e ne hanno evidenziato l’origine estera. Attualmente – ricorda Coldiretti – per la carne suina l’indicazione dell’origine è obbligatoria solo per i prodotti Dop, come il prosciutto di Parma, mentre non c’è nessun obbligo per gli altri prodotti derivati dal maiale. Tutto questo mentre in Italia si producono 25 milioni di cosce suine contro i 56 milioni di cosce importate.
Sugli scaffali dei negozi italiani infatti – commenta Coldiretti – ben due prosciutti su tre provengano da maiali allevati in Olanda, Danimarca, Francia, Germania e Spagna, senza che questo venga chiaramente indicato in etichetta, anzi, l’uso di indicazioni fuorvianti come “Di Montagna” e “Nostrano” spesso ingannano il consumatore sulla reale origine di ciò che mangia. Il tutto aggravato dalla quantità di prosciutto già affettato, venduto in vaschette preconfezionate, la cui origine è il più delle volte ignota, anche se il consumatore magari crede di acquistare vero prosciutto italiano. C’è da chiedersi – sottolinea Coldiretti – quanti consumatori si siano mai accorti di star mangiando prosciutto estero.
La mancanza di trasparenza danneggia sia i consumatori sia gli allevatori italiani, che sempre più spesso chiudono le loro imprese. Nella sola Emilia Romagna, nel 2001 operavano più di 1.300 allevamenti di maiali, calati oggi a meno di mille. C’è il rischio concreto di estinzione degli allevamenti regionali e con essi dei prodotti di qualità che ne derivano. Per questo – afferma Coldiretti Emilia Romagna – va sostenuta in Parlamento l’approvazione del disegno di legge sull’etichettatura obbligatoria di origine degli alimenti che al Senato e’ già stato ampiamente condiviso, sia in commissione Agricoltura sia in Aula. Un segnale incoraggiante è appena arrivato dal Parlamento Europeo che, sotto il pressing della Coldiretti, ha votato finalmente a favore dell’obbligo di indicare il luogo di origine/provenienza per carne, ortofrutticoli freschi e appunto prodotti lattiero caseari.
“La battaglia continuerà ad oltranza – ha dichiarato il Presidente di Coldiretti Emilia Romagna – fino a quando non otterremo garanzie sulla trasparenza dell’informazione ai consumatori e sull’etichettatura obbligatoria di tutti i prodotti. E non ci fermeremo al Brennero, ma proseguiremo anche per altre vie di accesso dei prodotti, come i porti”:

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