Intercettato camion pieno di latte destinato a Collecchio

Di ora in ora monta la mobilitazione Coldiretti: centinaia di imprenditori emiliano romagnoli da stamattina hanno iniziato il presidio al valico del Brennero con i loro colleghi di tutta Italia per fermare il flusso di latte straniero spacciato per italiano.
La “Mozzarella Blu”, prodotta in Germania e venduta in Italia con marche evocative come Malga Paradiso, Fattorie Torresina e Monteverdi, che richiamano al Made in Italy ed ingannano i consumatori è solo una parte del fiume di latte che scorre in Emilia Romagna proveniente dall’estero e che rischia di essere spacciata per produzione Italiana. E’ quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna, i cui allevatori e produttori hanno iniziato stamattina un presidio al valico del al Brennero, principale punto di accesso degli 88 milioni di quintali di latte e prodotti lattiero caseari importati nel nostro Paese.
Tra i tanti camion controllati dalle forze di polizia alla ne è transitato anche uno carico di latte di importazione destinato a Collecchio (Parma). Un fatto che conferma l’entità delle importazioni di prodotti lattiero-caseari in Emilia Romagna. Infatti a fronte di una produzione totale di 17,7 milioni di quintali di latte emiliano romagnolo, nella nostra regione arrivano 10,5 milioni di quintali provenienti dall’estero che finiscono sugli scaffali della grande distribuzione e poi sulle nostre tavole sotto forma di latte Uht, formaggi, mozzarelle e latticini vari in maniera del tutto anonima, quando addirittura non vengono spacciati per italiani. In Italia – ricorda Coldiretti Emilia Romagna – è obbligatorio indicare la provenienza solo nell’etichetta del latte fresco, mentre per tutti gli altri prodotti lattiero-caseari non c’è nessun obbligo di etichettatura. E’ così che nella nostra regione entrano 2,6 milioni di quintali di latte pastorizzato, 2,6 milioni di latte trattato termicamente per fare formaggi, 2 milioni di latte in polvere destinato al consumo umano, 1,4 milioni di latte crudo. Tutti prodotti che finiscono sugli scaffali di vendita, magari sotto l’egida di un marchio italiano, e inducono ingannevolmente il consumatore a scambiarli per nostrani.
“Non è più possibile – commenta il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – che le industrie agroalimentari acquistino latte straniero nei mercati europei, facendo crollare i prezzi del nostro Paese (oggi un litro di latte viene pagato alle nostre stalle attorno ai 33 centesimi di Euro, un quarto di una tazzina di caffè), per poi rivenderlo a cifre tutte italiane, con prezzi sospinti in alto dalla fama della qualità del made in Italy vantato in tutto il mondo. La difesa del nostro latte e dei nostri formaggi – commenta – passa per la costruzione di una filiera lattiero casearia tutta italiana e firmata dagli agricoltori”.Gli imprenditori che nei prossimi giorni presidieranno il Brennero chiedono trasparenza per i propri prodotti e per i consumatori: una chiarezza in grado di evitare che i prodotti importati e camuffati da italiani finiscano per fare una concorrenza sleale ai produttori italiani. Nel mirino delle migliaia di coltivatori non ci sono solo i prodotti lattiero caseari, ma anche in altri importanti settori, come i prosciutti, dove due prosciutti su tre venduti in Italia sono di importazione, o i cereali, dove a fronte di una produzione di circa 3 milioni di tonnellate in Emilia Romagna, ci sono 800 mila tonnellate di importazioni attraverso il solo porto di Ravenna. Situazione analoga nel settore ortofrutticolo, dove prodotti trasformati a base di pesche, pere o pomodori si fregiano di marchi italiani anche se la provenienza della materia prima è magari cinese.
I produttori emiliano romagnoli con la presenza al Brennero ribadiscono la necessità di una maggiore trasparenza lungo tutta la filiera agroalimentare italiana ed una legislazione che renda obbligatoria l’indicazione in etichetta dell’origine per tutti i prodotti: solo questo, secondo Coldiretti, può dare al consumatore un’informazione adeguata sulla reale natura e provenienza del prodotto acquistato e, quindi, una reale libertà di scelta.

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