Irrigazioni al via con 25 giorni di anticipo e nel mantovano precipitazioni al minimo

Irrigazioni al via con un netto anticipo rispetto al passato e un’insolita primavera siccitosa.
Accade nel comprensorio del Consorzio di Bonifica Terre dei Gonzaga in Destra Po, dove l’irrigazione è insolitamente ai massimi livelli e solo tramite questa secolare pratica è tuttora possibile sostenere il corretto sviluppo di culture fondamentali per la produzione di Parmigiano Reggiano e del comprensorio ortofrutticolo mantovano.
“Da oltre un mese nel comprensorio del Consorzio di Bonifica Terre dei Gonzaga in Destra Po – spiega il presidente Ada Giorgi – assistiamo ad una siccità crescente che non accenna a diminuire”.
Come ha ricordato Massimo Gargano, presidente dell’Anbi, Associazione nazionale Bonifiche e irrigazioni “La Lombardia per prima, ma ormai l’intero Nord Italia lancia un segnale di preoccupazione per un calo di precipitazioni, nell’ultimo mese, dal 75% al 100% in un periodo importante per l’andamento colturale. A supplire, finora, c’è l’irrigazione anche se ciò si riflette sui costi produttivi agricoli”
Come avete proceduto?
“Dai primi giorni di aprile – spiega Laerte Manfredini, direttore del Consorzio di Bonifica Terre dei Gonzaga in destra Po –, con oltre venti giorni di anticipo rispetto agli scorsi anni, abbiamo iniziato le irrigazioni. Diversamente da quanto accadeva in precedenza, sono state estese a tutto il comprensorio e non già limitate alle colture dei pomodori, e, se permane il clima secco, si protrarranno fino al termine di agosto.
“Dal Po – prosegue – attraverso l’impianto di Boretto abbiamo prelevato oltre 9 milioni di metri cubi d’acqua che, tuttora, stiamo distribuendo sulle colture al ritmo di 3,5 metri cubi d’acqua al secondo. E la pratica irrigua si è resa viepiù necessaria dato che le abbondanti piogge invernali avevano costipato il terreno. Il caldo del mese di aprile, durante il quale qui non è mai piovuto, ha asciugato la terra formando una crosta sulla superficie che ha reso indispensabili gli interventi irrigui, in netto anticipo”.
“Se non non si fosse intervenuti in tempo – conclude – la maggior parte delle colture avrebbe rischiato la morte o la mancata germogliazione, creando ingenti danni economici per l’attività rurale, ma anche per l’ambiente. Ora per poter sospendere temporaneamente le irrigazioni sarebbero necessari almeno 25-30 millimetri di pioggia”.

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