Islam: chi lavora in campi può bere acqua in Ramadan

Con l’inizio del Ramadan, i molti islamici che lavorano nei campi italiani sotto il sole e nel caldo torrido possono bere acqua durante il giorno senza violare regole. Lo ha detto alla Coldiretti il presidente dell’Ucoii (Unione delle comunità islamiche italiane) e imam della moschea di Firenze, Izzedin Elzir, nel sottolineare che i fedeli islamici che lavorano in condizioni difficili, sotto il sole e nel caldo torrido, possono bere acqua durante il giorno anche nel mese del Ramadan. Si tratta – sottolinea la Coldiretti – di un pronunciamento importante per garantire la salute dei tanti lavoratori di fede islamica impegnati nelle campagne italiane dove sono extracomunitari il 10 per cento degli occupati. In passato si erano verificate incomprensioni tra imprenditori agricoli e lavoratori islamici durante il mese sacro con il verificarsi anche di malori per il rifiuto a bere. “La cosa importante è salvaguardare la vita umana. E’ la persona stessa, il fedele, che sente in coscienza se, in particolari condizioni, è in grado di fare il digiuno. Se ci sono difficoltà oggettive allora è possibile interrompere e recuperare un altro giorno”, secondo il parere del presidente dell’Ucoii che fa definitivamente chiarezza sul modo di comportarsi. Si tratta di un parere autorevole e di buonsenso – commenta la Coldiretti – che spiega l’atteggiamento da tenere quando la mancanza di idratazione è un rischio per la salute umana. Se si fanno lavori pesanti sotto il sole o con l’afa, bere acqua è infatti una necessità vitale”. (ANSA).

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