Istat: bene dati agricoltura

araturaDopo tre anni consecutivi di contrazione, l’economia italiana segna il passo della ripresa con un aumento annuo del Prodotto interno lordo in volume dello 0,8%. E se si guarda a livello settoriale, e’ proprio l’agricoltura a contribuire in maniera determinante alla risalita, aggiudicandosi il “primato” con un incremento del valore aggiunto (+3,8%) ben sei volte superiore a quello delle altre attivita’ economiche (+0,6%). E’ quanto emerge dall’analisi dei dati diffusi dall’Istat relativi al Pil nazionale “Il fatto che l’agricoltura abbia registrato il piu’ elevato incremento del Pil con il valore aggiunto che sale del 3,8% e’ un’ottima notizia che conferma le nostre previsioni e premia l’azione del Governo che ha puntato tutto sul rilancio del settore”. Cosi’ il capogruppo Pd in commissione Agricoltura Nicodemo Oliverio. “A cio’ si aggiungano i dati record nelle esportazioni agroalimentari che hanno raggiunto 36,8 miliardi di euro – aggiunge -, e l’atteggiamento profondamente mutato delle famiglie italiane che hanno fatto risalire i consumi alimentari che per la prima volta da sette anni tornano in terreno positivo. Complessivamente il settore agricolo ha fatto registrare un incremento addirittura sei volte superiore a quello medio nazionale”. “Rimane pero’ da affrontare il grave problema della deflazione nei prodotti delle campagne italiane – conclude – , a causa del crollo dei prezzi pagati ai produttori. Una situazione che dovremo al piu’ presto affrontare in ambito comunitario e con la forte attenzione del governo e del Parlamento italiani”.”Dimostrando, ancora una volta, quella dinamicita’ che la distingue dagli altri comparti produttivi -ha commentato il presidente nazionale della Cia, Dino Scanavino- l’agricoltura ha fatto la sua parte per aiutare il Paese a uscire dalla fase di recessione degli ultimi anni. Attraverso il lavoro e l’impegno quotidiano, le aziende agricole hanno creato nuova occupazione e sono state protagoniste sui mercati esteri, contribuendo al record storico dei 36,8 miliardi di esportazioni nel 2015″. Eppure “le difficolta’ permangono in molti comparti e, se commisurata ai sacrifici fatti finora, la remunerazione reddituale non puo’ considerarsi efficiente e sostenibile. Se vogliamo che l’agricoltura continui a fornire un prezioso apporto alla crescita e a rappresentare il valore aggiunto dell’economia nazionale -ha osservato Scanavino- e’ opportuno un progetto di rilancio che, alla rapida gestione delle emergenze, veda affiancarsi interventi e strumenti di prospettiva”. “E’ questa la strada da seguire -ha concluso il presidente della Cia- per assegnare al settore quel ruolo di centralita’ nel sistema economico che rivendica da tempo e che, visti gli ultimi dati, merita di diritto”.

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