ISVRA boccia la promozione turistica delle Regioni sul web

Bobbio3L’Istituto Italiano per lo Sviluppo Rurale e l’Agriturismo (ISVRA) ha analizzato la frequentazione e i contenuti dei siti internet ufficiali di promozione turistica delle Regioni italiane e il risultato è sconfortante: solo pochi sono capaci di valorizzare adeguatamente, soprattutto verso l’estero, il grande potenziale attrattivo dei rispettivi territori.

I siti più visitati sono quelli delle province autonome di Bolzano e Trento per circa 6500-7000 visitatori unici giornalieri stimati, e della Toscana, ma la metà dei siti regionali riceve meno di 1000 visitatori unici al giorno

Dei 20 siti esaminati (il sito della Campania da tempo non è più in linea e il dominio risulta scaduto), 11 – riporta lo studio ISVRA – registrano una frequenza di rimbalzo (visite di una sola pagina seguite da uscita dal sito) superiore al 50%. Il sito del Molise arriva addirittura all’80%, seguito in questa graduatoria negativa da quelli di Toscana col 70,8%, Emilia Romagna col 65,7%, Piemonte col 60,6%.

Solo in 5 casi la percentuale di visitatori stranieri sul totale dei visitatori è superiore al 30%: Alto Adige 53,3%, Toscana 37,6%, Liguria 33,3%, Umbria 33,1, Trentino 32,3%.
Inferiori al 10% le visite di stranieri per Emilia Romagna e Lombardia 3,2%; Abruzzo e Calabria hanno quote di visitatori stranieri prossime a zero.

Per quanto riguarda la traduzione dei siti dei 20 esaminati – sottolinea ISVRA -18 sono tradotti in inglese, 17 in tedesco, 11 in francese, 10 in russo, 7 in spagnolo e cinese, 4 in olandese, 3 in polacco e portoghese, 2 in ceco, 1 in svedese e norvegese. Il sito col maggior numero di traduzioni è quello delle Marche, che è pubblicato in nove lingue. Dei siti di Calabria e Molise esiste solo la versione in italiano (salvo, per la Calabria, alcuni documenti tematici). In molti casi, peraltro, le traduzioni dei siti sono soltanto parziali oppure i collegamenti esterni sono verso siti non tradotti nella stessa lingua, il che ostacola soprattutto la fidelizzazione di possibili turisti provenienti da Paesi con domanda turistica emergente.

Il sito turistico ufficiale nazionale (www.italia.it), quantunque preveda collegamenti ai siti regionali, procura a questi ultimi un numero trascurabile di visite. Inoltre le traduzioni di Italia.it (inglese, francese, tedesco, spagnolo e cinese) nella maggior parte dei casi (16 su 20) non corrispondono alle traduzioni dei siti regionali rendendo difficoltosa la consultazione di questi ultimi da parte dei visitatori stranieri provenienti da Italia.it.

Le disfunzioni sono tante e varie: la Campania non ha più in linea il sito turistico ufficiale (il dominio risulta scaduto); il sito della Calabria annuncia liste di alberghi e ristoranti che in realtà non sono pubblicate; per la lettura in inglese, francese e tedesco del sito dell’Abruzzo si viene rinviati a pagine di inserzioni commerciali prive di significato; nel sito della Sardegna gli eventi 2016 compaiono solo nella sezione in italiano mentre le sezioni tradotte sono ferme alla stagione 2015; raramente i siti regionali, soprattutto nella parte tradotta per gli stranieri, riportano in evidenza una mappa sintetica in cui si veda la posizione della regione nel territorio italiano.

In conclusione l’analisi dei siti ufficiali regionali di promozione turistica, condotta da ISVRA, ha evidenziato come la maggioranza abbia scarsa utilità nel contribuire all’incremento dei flussi turistici, sia per l’esiguo numero di visitatori (soprattutto stranieri), sia per l’impostazione confusa o carente dei contenuti (soprattutto per quanto riguarda le sezioni in lingua estera).
In sostanza, pur in un quadro generale ricco di informazioni, raramente chi consulta questi siti è “accompagnato” verso un’attraente scoperta del territorio e delle risorse regionali, prevalendo la quantità di contenuti sulla qualità del messaggio “emozionale” indispensabile per orientare favorevolmente le scelte turistiche.
Il confronto di frequentazione fra i siti internet turistici di Parigi e Roma, vede il primo, rispetto al secondo, ricevere più visite per oltre 4 volte (25.000 contro 5700), maggiormente provenienti dall’estero (57,6% contro 51%) e con una minore frequenza di rimbalzo (52,6% contro 60,3%).
Le deficienze rilevate – conclude l’analisi di ISVRA – non possono certo essere ricondotte alla categoria “ritardo di innovazione”, visto che il sito internet è ormai da tempo uno strumento di comunicazione che risponde a principi noti e consolidati; si tratta, piuttosto, di scarsa competenza/applicazione e/o di carenza di addetti alla cura del sito (che pure, anche mal gestito, impegna risorse, umane e finanziarie, tutt’altro che trascurabili).

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