Italia a Ue, sì a norme ortofrutta imbustata pronta a consumo

Agri 1032_20140816 Tranche 02-3L’Italia ha assunto un ruolo di leader in Europa nell’ambito del comparto ortofrutticolo, per quanto riguarda le aziende – che in stretta sinergia con gli agricoltori – producono e confezionano frutta e verdura fresca, lavata e pronta per il consumo.
I dati parlano chiaro: il comparto vale 700 milioni sul mercato nazionale dei prodotti finiti (quasi il 10% del settore ortofrutta), posizionandosi al terzo posto nell’Ue dopo Inghilterra e Francia, ma al primo per produzione ed esportazione di materie prime. Così, per far meglio conoscere questa performance, che non é coperta da nessuna normativa europea, la Rappresentanza permanente italiana presso l’Ue, insieme all’Associazione italiana industrie prodotti alimentari (Aiipa) ha riunito nella sua sede a Bruxelles rappresentanti degli Stati membri, del settore e delle istituzioni Ue. Tra i presenti Elisabetta Gardini, capo delegazione italiana di FI (Ppe) e membro della commissione ambiente, sanità e sicurezza alimentare del Parlamento europeo.
L’obiettivo: confrontarsi intorno ad un tavolo imbandito di eccellenze dell’agroalimentare italiano e trovare alleanze per introdurre una nuova regolamentazione in Europa in un settore che ha enormi potenzialità di crescita. A dare il benvenuto alla manifestazione é stato Marco Peronaci, Rappresentante permanente aggiunto, il quale ha sottolineando l’importanza dell’agroalimentare per l’Italia, e il fatto che molti dei temi determinanti per il settore sono stati al centro di diversi eventi della Presidenza italiana dell’Ue, per poi ritrovarsi nel programma dell’Expo 2015.
Per la presidenza italiana dell’Ue, la manifestazione dedicata alla produzione e alla commercializzazione dell’ortofrutta, lavata, messa in busta e pronta al consumo (la cosiddetta quarta gamma) é stata l’occasione di cogliere il successo dell’adozione da parte del Governo del primo atto legislativo in Europa. Il Direttore generale al Ministro per le politiche agricole a alimentari, Felice Assenza, ha spiegato come la nuova normativa sia “strategica in quanto risponde alla necessità di incentivare le sinergie tra agricoltura e industria, creando quella integrazione di filiera utile ad accrescere anche il valore aggiunto agricolo, creando nuovi sbocchi di mercato e rispondere alle nuove aspettative dei consumatori”. Assenza ha anche ricordato il ruolo attivo che il comparto detiene “nella diffusione di pratiche ecocompatibili e nello sviluppo di colture minori”. Il quadro normativo italiano sugli ortofrutticoli imbustati, pronti al consumo, é nato con la legge n.77 del 13 maggio 2011, e il successivo decreto attuativo del giugno 2014 che entrerà in vigore tra un anno. All’Europa si é rivolto a nome dell’Aiipa, Gianfranco D’Amico, ricordando che il mondo della quarta gamma é talmente nuovo (solo 10 anni fa era inesistente) che non ha neppure una rappresentanza a livello europeo. A suo parere, “la Commissione Ue dovrebbe regolamentare in modo uniforme la normativa”. Domenico Stirparo, sempre a nome dell’Aiipa ha ricordato che oltre il 90% della materia prima utilizzata é italiana, e che l’Italia porta in Europa la propria materia prima che può produrla -soprattutto nel Sud – per 12 mesi all’anno”.(ANSA).

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