Italia leader in Europa per i prodotti di eccellenza

L’Italia e’ il paese europeo piu’ ricco in prodotti agroalimentari di eccellenza e da anni fa da traino alla crescita della qualita’ in Europa. Dop e Igp italiani sono – solo per citarne qualcuno – il Parmigiano Reggiano, il Gorgonzola, il Prosciutto di San Daniele, la Mortadella di Bologna, ma anche meno diffusi come la Castagna di Montella o il Fagiolo di Sarconi e sul mercato valgono oltre cinque miliardi di euro. Gli altri partner pero’ non stanno a guadare: dopo l’Italia al primo posto per valore della produzione di eccellenze in Europea, si posiziona la Germania mentre la Francia e al terzo posto seguita – un po’ a sorpresa – dalla Gran Bretagna, che realizza da sola oltre un miliardo di euro. Insomma e’ ricca di spunti la prima fotografia sulla politica di qualita’ dell’Ue a 27, anticipata dall’Ansa ed elaborata dalla Commissione europea in vista della proposta per rilanciare la qualita’ agroalimentare in Europa che l’Esecutivo Ue dovrebbe approvare venerdi’ prossimo. Il paniere europeo dei cibi la cui qualita’ e’ riconosciuta dall’Ue e’ ricchissimo: a novembre 2010 contava 954 tra Dop e Igp, presenti in 24 paesi Ue su 27, con l’Italia al primo posto grazie a 216 prodotti iscritti nel Registro Ue. Al primo posto in assoluto ci sono i formaggi, dove l’Italia e la Francia fanno da protagoniste, seguiti dagli insaccati e, quasi a pari merito, dalle birre, che da sole rappresentano circa 2,4 miliardi. Ma ci sono anche carni fresche, pane, frutta, verdura, pesce e crostacei fino alle acque minerali. Dai dati sulla qualita’ emergono quindi grandi potenzialita’ per un tipo di agricoltura che per anni l’Ue ha mantenuto in sordina per puntare invece sulla liberalizzazione e l’apertura al mercato mondiale. Ed e’ forse per questo che segna ancora il passo l’introduzione in Europa di un’etichetta obbligatoria sull’origine del prodotti per tutti gli alimenti. Le ragioni vanno anche ricercate che la normativa e’ frammentata tra la politica Ue per la salute e quella per l’agricoltura. E’ di ieri l’accordo politico dei ministri della salute per estendere l’obbligo dell’origine in etichetta alle sole carni. Per gli altri prodotti, salvo il caso in cui il consumatore venga indotto in errore, si rinvia ad un rapporto che la Commissione dovra’ presentare nei prossimi tre anni. Per l’agricoltura invece, Ciolos si appresta a proporre un quadro normativo per introdurre l’etichetta d’origine obbligatoria che i ministri dovranno in seguito applicare ai vari settori. Insomma, un percorso ancora tutto in salita. (di Patrizia Lenzarini – ANSA)

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